Il training autogeno è una tecnica di rilassamento che viene spesso utilizzata per trattare delle forme di ansia e depressione. Questa particolare forma di trattamento, è balzata di recente agli onori della cronaca grazie agli incredibili effetti positivi che riesce ad apportare a persone che soffrono per reazioni psicosomatiche incontrollate.
Ma che cos'è il training autogeno nella pratica? Quali sono gli esercizi più utili da adottare per limitare situazioni di tensione o stress? È utile anche a livello lavorativo? Scopriamolo insieme nel corso dei prossimi paragrafi.
Questa forma di rilassamento ha visto la propria nascita circa un secolo fa e, più precisamente, nel 1932. L'autore di questa tecnica è stato lo psichiatra tedesco Johannes Heinrich Schultz, che ha approfondito i precedenti studi in materia sostenuti da Abbé Faria ed Émile Coué. Grazie alla sua scoperta, è riuscito a dar vita ad un nuovo sistema di affrontare malesseri psicologici come ansia e stress senza l'intervento di farmaci. Il training autogeno si basa sulla ripetizione di alcune visualizzazioni mentali che portano il paziente ad una sensazione di rilassamento psicofisico. Queste reiterazioni delle immagini nella nostra mente è un processo che viene prima guidato dallo psichiatra e poi svolto in modo autonomo dal soggetto.
Gli studi hanno dimostrato che, attraverso la concentrazione passiva di alcune percezioni corporee, è possibile gestire a livello emotivo alcuni disturbi psicosomatici che si possono presentare in un individuo che soffre di stress. Qualunque sia la loro causa scatenante. Non bisogna dimenticare, inoltre, che questa tecnica viene utilizzata anche nello sport con il preciso scopo di migliorare le performance dell'atleta (come avviene, ad esempio, negli allenamenti di apnea subacquea).
Fin dal momento in cui è stato scoperto il training autogeno, questo sistema di rilassamento è stato sottoposto ad alcune valutazioni. Soprattutto in ambito clinico. I risultati sono stati molto positivi ed incoraggianti, al punto che al giorno d'oggi sono molti i contesti in cui viene consigliato per alleviare ansia e stress.
A tal proposito, è giusto citare lo studio scientifico "Autogenic training: a meta-analysis of clinical outcome studies", pubblicato nel 2002 nella rivista "Applied Psychophysiology and Biofeedback" e che ha confrontato oltre 60 studi sull'argomento.
Tale ricerca ha dimostrato gli effetti positivi dei training autogeno, valutati non solo su dei parametri prettamente medici o diagnostici. Ma prendendo in considerazione anche il miglioramento della qualità della vita dei soggetti coinvolti.
Uno dei motivi che hanno reso così popolare nel corso degli ultimi tempi il training autogeno è dato dalla destinazione di utilizzo di queste tecniche di rilassamento. Sempre più spesso, infatti, viene utilizzato per alleviare delle forme di stress dovute al lavoro.
Indipendentemente da quale sia la propria mansione in azienda, il lavoro si rivela essere una delle fonti primarie di stress nelle persone. Ogni giorno, infatti, siamo messi alla prova su diversi fronti. Alle volte si parla di cambi di orari, in altri casi, invece, si modificano le dinamiche e i rapporti con i colleghi. In altri casi ancora, invece, le responsabilità possono portare ad una sorta di ansia da prestazione. O, addirittura, si è costretti a confrontarsi quotidianamente con situazioni delicate che creano troppa pressione psicologica.
Svolgere quotidianamente degli esercizi di training autogeno (anche per più di una volta al giorno) consente al professionista di staccare la spina e prendersi una sorta di pausa mentale dagli impegni e dalle responsabilità del lavoro. Rallentare il ritmo delle proprie mansioni giornaliere, allontanandosi dal computer e fermandosi per qualche istante, consente di migliorare sia il proprio livello di concentrazione che la qualità delle proprie performance.
In una giornata ricca di impegni lavorativi, è indispensabile dedicare il giusto tempo alla riflessione. La percezione del "silenzio" dentro sé stessi, permette di gestire al meglio sensazioni come frustrazioni e tensione, regalandoci una certa tranquillità interiore. Ma non solo. Questo sistema, permette anche di rielaborare i ragionamenti e le varie problematiche che si stanno gestendo in quel momento, identificando nel minor tempo la soluzione più produttiva ed efficace.
Approcciarsi al lavoro con un'ottica di maggiore serenità verso noi stessi, infatti, permette di affrontare le situazioni in modo più propositivo e meno giudicante. In questo modo, le energie dedicate al proprio impiego non saranno più concentrate sulla paura di un potenziale risultato negativo, ma verranno indirizzate verso delle performance positive.
Ma come si svolgono gli esercizi di training autogeno? Prima di iniziare, è bene ricordare che lo scopo principale di questo trattamento è quello di fare in modo che il soggetto migliori la propria autonomia in ambito di regolazione emotiva. È attraverso questi esercizi, infatti, che si cercherà di ridurre il più possibile eventuali distrazioni ambientali che possono provocare ulteriori stress o tensioni. E concentrarsi, invece, su una visualizzazione mentale molto semplice da memorizzare e facile da eseguire.
I principi fondamentali su cui si basa questa tecnica di rilassamento, infatti, sono:
Riduzione delle stimolazioni esterne
Ripetizioni mentale di semplici frasi
Concentrazione passiva
Gli esercizi di training autogeno possono essere svolti in diversi modi e assumendo diverse posizioni. Il soggetto interessato ha, quindi, l’opportunità di scegliere se svolgere questa attività nella posizione che ritiene più comoda in base al luogo in cui si trova. Che si tratti di una seduta semplice nella poltrona dell'ufficio, un sedile della macchina reclinato oppure sdraiato sul divano di casa, poco importa.
Secondo lo psichiatra Schulz, per eseguire al meglio il training autogeno è indispensabile mettere in pratica i seguenti sei esercizi:
Se si è alle prime armi con il training autogeno, è preferibile limitare questi passaggi ad un breve lasso di tempo. E’ solo che con la pratica che si riuscirà ad aumentare il tempo da destinare ad ogni singolo stato e a trarre, in questo modo, ancora più benefici da questi esercizi.
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