Carriera “a zig zag” è spesso l’etichetta che il mercato del lavoro usa per definire percorsi non lineari, fatti di cambi di settore, contratti diversi, pause, ripartenze. Se ti riconosci in questa descrizione, probabilmente ti sei chiesto più volte se questo ti penalizzerà rispetto ai candidati “lineari”. La verità è che, se impari a raccontarlo nel modo giusto, un percorso irregolare può diventare uno dei tuoi punti di forza più convincenti nel CV.
L’obiettivo non è nascondere le curve del tuo percorso, ma dare loro un senso: mostrare come ti hanno reso più flessibile, curioso, capace di adattarti e di portare competenze trasversali che un profilo “dritto” spesso non ha.
Il primo passo è cambiare la narrazione che usi con te stesso. Una carriera a zig zag non è sinonimo di indecisione o fallimento, ma il riflesso di un mercato in cui:
Se continui a raccontarti come “quello che ha cambiato troppo”, tenderai a costruire un CV difensivo. Se inizi a vederti come “quella persona che ha saputo riorientarsi, imparare e ripartire”, comincerai invece a evidenziare competenze come resilienza, adattabilità, capacità di apprendere.
La chiave sta nel trovare il filo conduttore: non un’unica etichetta, ma un tema ricorrente. Ad esempio:
Questo filo conduttore sarà la base della tua presentazione nel CV e nella lettera di motivazione.
Se il tuo percorso è lineare, il CV cronologico classico funziona bene. Con un percorso a zig zag, puoi valutare strategie diverse:
L’importante è evitare l’effetto “lista senza logica”. Chi legge deve cogliere subito perché il tuo percorso, pur non lineare, ti rende adatto proprio a quel ruolo.
Una delle paure più grandi è: “Penseranno che non so cosa voglio”. Il modo migliore per evitare questa impressione è anticiparla, trasformando ogni cambio di direzione in una scelta consapevole o in un’opportunità di apprendimento.
Qualche esempio di formulazione:
Non serve entrare nei dettagli personali, ma puoi mostrare la logica professionale dietro ogni passaggio: cosa ti ha spinto a cambiare, cosa hai imparato, come ti rende più forte oggi.
Una carriera a zig zag ha un vantaggio enorme: ti espone a contesti diversi e ti costringe a sviluppare competenze trasversali che spesso chi è rimasto sempre nello stesso ruolo non ha. Nel CV, queste competenze devono emergere in modo concreto.
Alcuni esempi di competenze nate dai cambi di percorso:
Non limitarti a nominarle: collega queste competenze a episodi e risultati. Ad esempio:
Una carriera a zig zag include spesso periodi di pausa: disoccupazione, studio, viaggi, assistenza familiare. Il trucco non è nasconderli, ma decidere come raccontarli.
Puoi usare formule come:
Se durante questi periodi hai fatto qualcosa di anche minimamente collegato alle tue competenze (corsi, volontariato, progetti), inseriscilo. Dimostra che non sei “sparito”, ma hai continuato a crescere e a restare attivo.
Il CV fa da apertura, ma la tua carriera a zig zag si gioca molto anche al colloquio. L’obiettivo è raccontare la tua storia con sicurezza, senza metterti sulla difensiva.
Alcuni consigli:
Un recruiter non si aspetta percorsi perfetti, ma coerenza nel modo in cui li guardi oggi. Se mostri consapevolezza, capacità di apprendere e di fare sintesi, il tuo zig zag diventa la prova che sai stare dentro un mercato del lavoro reale, non ideale.
Alla fine, il punto non è convincere tutti, ma essere la scelta giusta per chi cerca proprio un profilo come il tuo: flessibile, curioso, abituato al cambiamento. Per farlo:
Il tuo zig zag non sparirà, ma verrà letto come la strada – magari tortuosa – che ti ha portato esattamente dove vuoi essere oggi. E questo, per molti recruiter, è un segnale di maturità e solidità molto più credibile di una linea retta disegnata solo per piacere sulla carta.
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