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Come creare il proprio portfolio ed essere notato dai recruiter

Pubblicato il 30 novembre 2020 in Consigli Curriculum e Colloquio da Lorenzo Nincheri

Svolgi una professione creativa e vorresti essere preso in maggiore considerazione da un recruiter? Vorresti qualcosa in grado di mostrare fin dal primo colloquio conoscitivo quelle che sono le tue capacità e le tue potenzialità? Non vuoi limitare la tua presentazione ad un semplice cv? Allora la risposta giusta è quella di creare un portfolio. L’argomento di cui andremo ad occuparci oggi riguarda la preparazione di un portfolio e quali errori non devono mai essere commessi durante la sua realizzazione. Ma, soprattutto, perché questa raccolta di lavori può davvero fare la differenza al momento della selezione di un candidato.

Portfolio: che cos’è?

Il portfolio è una raccolta dei propri lavori. Ovviamente il tipo di impaginazione che viene scelta per la creazione di questo insieme di progetti realizzati può variare di molto in base a quello che è tuo lavoro. Non dimenticare, infatti, che questo è uno strumento in grado di presentare la tua personalità e la tua professionalità. Nonché i lavori svolti durante la tua carriera. E’ proprio per questo motivo che il portfolio viene utilizzato molto soprattutto nei settori creativi. Largo impiego ne viene fatto, ad esempio, da designer, fotografi, architetti e grafici pubblicitari. Ma anche per tutti quegli impieghi che ruotano attorno alla moda, alla comunicazione, al disegno e all’arte in generale.

Digitale o cartaceo?

Al momento della creazione è possibile scegliere se presentare i propri lavori in un portfolio digitale o in formato cartaceo. Entrambi bellissimi e pieni di fascino. Ambedue con una serie di pro e di contro. Il nostro consiglio è quello di valutare in base al tuo lavoro e al tuo modo di essere quale sia il formato che è più indicato al tuo caso. E alle tue esigenze. Qualsiasi sia il formato che sceglierai, tuttavia, è bene ricordare che, come tuo biglietto da visita, deve essere in grado di raccontare chi sei,che cosa fai e gli step professionali che ti hanno portato ad arrivare dove sei.

Come creare un portfolio di successo


Ci sono dei dettagli che possono rendere questa presentazione un portfolio di successo in grado di fare la differenza al momento della selezione dei candidati da parte di un recruiter. Quelle che andiamo a vedere di seguito sono le caratteristiche indispensabili per una raccolta di lavori efficace.

1. Storytelling

Un portfolio deve essere innanzitutto in grado di fare storytelling. All’interno dovrai riportare ogni singolo progetto che hai realizzato in ogni suo dettaglio. A partire dalla tipologia di cliente, al budget messo a disposizione e al briefing. Senza trascurare l’analisi dei competitors e il motivo per cui sei giunto a scegliere quel tipo di soluzione o strategia. Dovrai essere molto bravo, quindi, a raccontare il percorso che ti ha condotto a quel risultato utilizzando non solo le immagini ma anche le parole. Non servono testi lunghi, ma frasi essenziali che facciano capire, anche a chi non ti conosce, la tua genialità.

2. Presenta il “tuo” progetto

Chi lavora in ambito creativo sa perfettamente che tra il dire e il fare ci sta un oceano intero. Al momento della realizzazione del portfolio, quindi, ti consigliamo di presentare non solo il progetto finale approvato dal cliente, ma anche quello che avresti utilizzato se fossi stato tu il committente. Di seguito potrai sempre segnare che la scelta è ricaduta su un altro stile, design, font o quant’altro per divergenze di gusti o a causa di un cambio di budget. O, semplicemente perché il cliente aveva un’idea tutta sua della cosa. Tieni a mente che il responsabile delle risorse umane che sta analizzando i tuoi progetti sta cercando di valutare le tue capacità creative, non le preferenze ingiustificate di un cliente.

3. Solo i progetti che ti piacciono

E’ buona norma in questi casi inserire nel proprio portfolio solo i progetti che ti piacciono.
Sappiamo tutti perfettamente che se svolgiamo una professione artistica ci saranno per certo alcune cose che sono venute meglio di altre. E’ normale. Siamo esseri umani. E di alcuni lavori saremo più fieri rispetto ad altri. Il nostro consiglio, in questo caso, è quello di menzionare nella raccolta solo i progetti che ci piacciono e che vogliamo fare. Per intenderci, se sei un grafico ma odi con tutto te stesso fare i loghi, evita di metterli. Anche se ne hai dovuti fare tanti nella tua carriera. Metti in evidenza ciò che ti piace e che ti contraddistingue. Non occorre portare qualsiasi lavoro fatto. Altrimenti anche il
recruiter più attento si annoierà dopo qualche pagina. Ma riporta quello che vorresti fare.

4. Non dimenticare i tuoi sogni

Se di esperienze nel campo non ne hai ancora fatte abbastanza, puoi sempre inserire nel tuo portfolio i tuoi sogni. Magari i bozzetti di un arredamento d’interni se ti piace il settore. Oppure i render di una possibile ristrutturazione se vuoi entrare a far parte di uno studio di architettura. O, perché no, anche una campagna pubblicitaria per un noto marchio se l’avessero affidata a te.

5. Spazio al tuo stile

Il tuo stile è qualcosa che ti contraddistingue sia a livello professionale, sia nei progetti che realizzi. E’ giusto dare libertà al proprio modo di esprimersi. Soprattutto se hai una certa esperienza nel campo. D’altronde è un elemento che contraddistingue la tua creatività e ti rende unico (pensa alle linee di design di Zaha Hadid conosciute in tutto il mondo). Se sei alle prime armi, però, sarebbe meglio cercare di puntare di più sulla flessibilità. In questo modo dimostrerai la tua capacità di essere elastico e malleabile nei confronti della richiesta del mercato. Che male sicuramente non fa.

6. Ricordati di aggiornarlo

Proprio come accade per un cv, anche un curriculum deve essere aggiornato costantemente. Soprattutto nel campo della creatività, in cui ogni cosa che appare come una novità oggi, può essere considerata vecchia domani.

7. Condividi i tuoi lavori il più possibile

E’ un concetto piuttosto vecchio e paranoico quello di non voler inserire dei progetti nel proprio portfolio per la paura che qualcuno possa vederli e copiare le idee. Oggi giorno siamo nell’era della condivisione di qualsiasi cosa ci passi per la testa. E, perché allora, non approfittare di questa possibilità per mostrare al mondo le nostre capacità? Certo, non stiamo dicendo con questo che non c’è la possibilità che mostrando in giro il tuo portfolio, magari qualcuno non prenderà ispirazione dai tuoi lavori per creare qualcosa di suo. E, vabbè! Finché i tuoi progetti vengono considerati come modello di riferimento che male c’è?

8. Descrivi chi sei

Non esiste solo il portfolio. Dopo tutte queste parole spese a spiegarti come dovrebbe essere realizzato in modo efficace ed efficiente, ora siamo qui a ricordarti che non esiste solo quello. Parliamoci chiaro, è un aspetto a dir poco essenziale per presentare chi sei e le tue potenzialità, ma non è tutto. 

Questo significa che se ti stai proponendo per entrare a far parte di un’agenzia creativa o di uno studio di architetti, è buona norma accompagnare la tua raccolta di progetti da un cv ben impaginato e aggiornato. Ed, eventualmente, anche da una lettera di  presentazione scritta ad hoc. Per quanto possano essere meravigliosi i progetti che hai realizzato fino ad oggi, infatti, devono essere opportunamente presentati e raccontati. E un portfolio non è in grado di fare tutto da solo.


Prenditi un po’ di tempo e scrivi una storia che racconti di te: sarà la prima cosa che andrà a leggere un recruiter. Ed è da quella che deciderà se vorrà prenderti in considerazione per la posizione aperta.



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