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L’importanza di mantenere saldi i rapporti col selezionatore (anche se non cerchi lavoro)

Pubblicato il 27 novembre 2019 in Lavoro

A lavoro, come nella vita, incontrare la persona giusta al momento giusto può davvero fare la differenza.
Se non ci si apre a nuove conoscenze e non si coltivano i rapporti interpersonali il rischio che si corre è quello di lasciarsi scappare ogni opportunità interessante. Fatte queste premesse, dunque, ti sarà facile capire come mai a livello professionale - è importante mantenere saldi i rapporti con un selezionatore (o recruiter che dir si voglia), anche se un lavoro ce l’hai già e non ne stai cercando un altro.


Perché è importante mantenere saldi i rapporti con il selezionatore

Durante la tua attività di ricerca di lavoro ti ritroverai ad interfacciarti con più persone che si occupano di gestione e sviluppo delle Risorse Umane. Recruiter, cacciatori di teste, consulenti di carriera e agenzie del lavoro possono tutti essere ricondotti, seppur con le dovute differenze e precisazioni, alla figura di mediatori. Se ci pensi bene, infatti, è proprio questo che fanno perché, a prescindere dalla loro mission (che sia orientare i professionisti o assumere nuovo personale), il loro compito principale rimane comunque quello di mettere in contatto le aziende con i potenziali candidati ad uno o più posti di lavoro.

Molti fanno l’errore di considerare gli esperti di Risorse Umane come i professionisti che si occupano solo di ricerca e selezione del personale. In realtà si occupano di questo ma di tanto altro ancora. Una volta riempito il posto vacante in una determinata azienda il loro lavoro di aggiornamento non finisce. Sono sempre a caccia di nuovi talenti e, proprio per questo motivo, rientrare a far parte delle loro amicizie e/o conoscenze può essere un’ottima idea. Prima di tutto perché, come avrai intuito, mantenere dei buoni rapporti con un selezionatore vuol dire anche avere l’accesso ad una corsia di preferenza alla prossima opportunità lavorativa. Qualora dovesse aprirsi una posizione perfetta per il tuo profilo, conoscendoti già e avendo avuto modo di rapportarsi con te, è probabile che ti proporrà subito all’azienda interessata ad assumere.

Questo può essere un bene per te, sia se sei in cerca di una nuova occupazione e sia se non lo sei. Guardarsi intorno è sempre importante e se c’è qualcuno pronto ad offrirti condizioni salariali e contrattuali migliori, oltre alla possibilità di fare carriera, non vedo come tutto questo non possa farti bene.


Feedback e scambio di opinioni

Non dimenticarti che la mansione principale di un selezionatore rimane quella di analizzare e valutare i candidati ad una posizione lavorativa. Per farlo, in prima analisi, si basa sullo screening dei curriculum vitae che gli vengono inviati e prova ad acquisire più informazioni possibili sui profili di maggiori interesse (magari dando una sbirciata ai social per esempio).

Tutto questo te lo sto dicendo perché è importante che tu abbia chiare le mansioni di un recruiter, così da capire bene quali sono le potenzialità nel mantenere saldi i rapporti con lui. Lo scambio di opinioni e il confronto con qualcuno che sa quali sono i processi di selezione può fornirti una chiave di lettura diversa e darti consapevolezze che prima non avevi. I consigli di un esperto possono aiutarti a dare alla tua carriera il giusto slancio. Come? Puoi chiedere un  riscontro, farti indicare gli errori commessi nella stesura del tuo cv o quelli fatti durante il tuo ultimo colloquio di lavoro con i responsabili di una precisa azienda, ma non solo.
Da un selezionatore potrai farti dare consigli e dritte di ogni tipo, in modo tale da partire avvantaggiato la prossima volta che ti si presenterà davanti un’opportunità professionale che non vorrai farti sfuggire.


Quanto conta una segnalazione se sei in cerca di un nuovo impiego o di una promozione

Recenti studi hanno dimostrato che un datore di lavoro è più propenso ad assumere qualcuno di già conosciuto. È una questione di fiducia e sicurezza, poiché assumere un professionista per il quale qualcuno sta garantendo dà maggiori certezze. Non deve dunque trattarsi necessariamente di una conoscenza diretta, poiché basta che una persona interna all’azienda o un professionista, che con quest’ultima collabora, segnali il candidato che ritiene più idoneo per la posizione che si è aperta.

Se hai fatto buona impressione al selezionatore - a prescindere se poi dal vostro incontro sia scaturita o meno un’offerta di lavoro - e se mantieni i rapporti con lui, è molto probabile che parlerà bene di te la prossima volta che la persona per cui lavora avrà intenzione di assumere o promuovere qualcuno.

Questo è un ragionamento che vale sia qualora tu sia in cerca di un lavoro sia nel caso tu ne abbia già uno.
Una segnalazione al momento giusto, infatti, può farti ottenere il lavoro dei tuoi sogni, ma anche riconoscerti quella promozione che stavi aspettando da tempo.

Tutto quello che ti ho detto e che ti dirò, di fatto, è un vademecum che ti consiglio di tenere bene a mente a prescindere dalla tua attuale situazione occupazionale. Migliorarsi è sempre possibile, mentre chiudersi a riccio non sfruttando tutti gli strumenti che si hanno a disposizione può essere deleterio. Devi sempre puntare al meglio e se farlo vuol dire curare i tuoi rapporti e allargare i tuoi contatti, allora devi dedicare del tempo e delle attenzioni alle persone giuste. Individua il tuo target di riferimento, cerca di stabilire un primo contatto e, una volta fatto ciò, punta a mantenerlo.

Come mantenere i contatti con un selezionatore

Adesso, molto probabilmente, la domanda che ti starai facendo è: “Come faccio a mantenere i contatti con un selezionatore? Da dove inizio?”. Bene, a tal proposito, voglio che sia chiara una cosa: io posso suggerirti come fare, ma devi essere tu in grado di capire quando e come introdurti ad una persona, aspettando il momento giusto o – perché no – andandotelo a cercare. Ti suggerisco, intanto, di crearti una cerchia di amici “virtuali” sui social tra i quali, per l’appunto, inserire qualcuno che si occupi di Risorse Umane.
Potresti per esempio aggiungere o seguire agenzie del lavoro, recruiter, consulenti del lavoro, persone che di mestiere si occupano della gestione di talenti per conto delle aziende. Questi ultimi potrebbero notare il tuo profilo, tenerti d’occhio e, quando si presenta l’occasione, proporti qualcosa di interessante.

Non sottovalutare, proprio per questo motivo, la tua reputazione online. Cura la tua immagine sul web, cerca di far emergere le tue conoscenze e competenze (senza strafare) e lavora molto sulla costruzione di un network solido e ben studiato.

Internet, però, non è l’unico “spazio” in cui puoi muoverti. Non sottovalutare il potere degli incontri faccia a faccia e, quando puoi, cerca di ampliare le tue conoscenze partecipando agli eventi di settore. Di meeting e incontri sull’orientamento professionale, oggi come oggi, non ne mancano. Vengono promossi spesso da diversi enti (sia pubblici che privati) e, senza venire meno ai tuoi impegni, puoi sempre ritagliarti del tempo per andare. Una volta che sarai sul posto non essere timido, cerca di fare amicizia con più persone possibili e, ovviamente, punta i recruiter e cerca di lasciare il segno. Presentati, spenditi bene e scambiati i contatti con quelli che si sono dimostrati interessati e disponibili.

Un altro consiglio che voglio darti, a questo punto, è quello di non tagliare i rapporti con le aziende che non ti scelgono. Con questo intendo dire che, anche in caso di esito negativo ad un colloquio, prova a mantenere lo stesso i contatti con i selezionatori (anche se hanno preferito assumere o promuovere qualcun altro). I motivi che li hanno portati a non sceglierti possono essere tanti e, diciamocelo chiaro, a volte la concorrenza è così spietata che basta un niente per essere scartati ad un colloquio. Quando e se ci sarà di nuovo la possibilità di assumere, tuttavia, è più probabile che non ti scartino a priori se tu ti sei dimostrato gentile ed educato con loro. Per questo motivo, subito dopo un colloquio, una mossa intelligente - e che non richiede sforzi - è sicuramente quella di procedere con l’invio di una email di riscontro (un “follow up” come si dice nel gergo).

Quello che devi fare, in pratica, è inviare un messaggio dove rinnovi la tua stima e il tuo interesse per il lavoro per il quale ti sei candidato, chiedendo al selezionatore con cui ti sei interfacciato un riscontro sul colloquio e la chiacchierata che avete avuto. Molti, in caso di esito negativo, spiegato i motivi che li hanno spinti a preferire qualcun altro, il che è già di per sé un ottimo argomento di riflessione (il punto dal quale partire la prossima volta per evitare di incorrere negli stessi errori). Questo scambio di idee e opinioni, per di più, potrebbe essere l’occasione giusta per stabilire un punto di contatto con il selezionatore e, da lì, provare a mantenere i rapporti (magari potresti aggiungerlo su LinkedIn o seguirlo sui social se si sono verificate le condizioni giuste).

Sii persistente ma non invadente e prova a lasciare un segno senza oltrepassare i limiti. Ricorda che, qualora venisse accettata la tua richiesta di contatto sui social (vedi LinkedIn), devi sempre mantenere un profilo professionale e mai prenderti confidenze che non ti sono state concesse. Evita dunque i messaggi frequenti e poco formali e cerca di farti notare condividendo contenuti interessanti e interagendo su argomenti per i quali è richiesta una tua opinione.

Qualora il selezionatore dovesse pubblicizzare un’offerta di lavoro che ti interessa, infine, non aspettare che sia lui a proporti la cosa ma vai tu dritto al punto. Con calma e attenzione ripresentati, digli quello che sai fare e inoltragli il tuo cv personale candidandoti per la posizione aperta. Considerando il numero elevato di persone che un recruiter valuta ogni giorno non è detto che si ricordi di te tutte le volte che una nuova occasione gli si presenta davanti, per cui sempre meglio ricordarglielo.

"Capita spesso nelle nostre filiali che, per posizioni aperte molto allettanti, saltino alla mente persone con cui si sono mantenuti rapporti costanti nel tempo”. A parlare è Lorenzo Nincheri di Atempo, che prosegue, “questo dimostra quanto sia davvero importante non limitare il rapporto al colloquio e contatto all'occorrenza. Grazie a social network professionali come Linkedin poi questa attività è molto facilitata. Spesso è sufficiente tenersi in contatto con un commento, un consiglia o una condivisione di un post interessante. Ed al momento opportuno non si è più perfetti sconosciuti ma persone che nel tempo, seppur in maniera minima e virtuale, hanno interagito e si stimano a vicenda. Questa attività di networking poi facilita anche moltissimo l'ottenimento di referenze e segnalazioni, velocizzando i processi di recruiting."



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