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Linguaggio del corpo: quanto è importante durante un colloquio

Pubblicato il 22 gennaio 2021 in Consigli Curriculum e Colloquio da Lorenzo Nincheri

Ti devi preparare per un colloquio di lavoro importante? Vorresti fare una buona impressione con il recruiter ma non hai idea di come fare? Il tuo obiettivo è quello di dimostrare le tue qualità ma hai paura di sbagliare? Quello che andremo a vedere di seguito sono i consigli utili per affrontare al meglio un colloquio di lavoro. E non ci riferiamo alla questione relativa alle tue skills personali e professionali, bensì alla comunicazione non verbale.

L’importanza del linguaggio del corpo

Il linguaggio del corpo è uno strumento davvero molto utile che permette di comunicare in modo più efficace con il nostro interlocutore. E perché, quindi, non utilizzarlo anche per aumentare le proprie possibilità di successo durante un colloquio di lavoro?

Forse non lo sai, ma la comunicazione non verbale è determinante per rafforzare alcuni concetti. Ma, se fatta nel modo sbagliato, potrebbe risultare controproducente. Al punto da dare un’impressione del tutto sbagliata al recruiter.

Quali sono i comportamenti che aumentano le tue capacità di successo durante un colloquio? Ma, soprattutto, quali sono i segnali sbagliati da evitare assolutamente durante un appuntamento con un potenziale datore di lavoro?

I momenti più importanti

Un colloquio di lavoro si compone di diverse fasi. Ad ognuna di esse bisogna dare la giusta importanza e un appropriato valore. Se ti stai preparando ad affrontare un appuntamento con un recruiter, quindi, ti consigliamo di studiarti in partenza ogni singolo step, in modo da allenarti su ogni eventualità e risultare il mio naturale possibile.

L’incontro

L’incontro è il momento in cui, per la prima volta, avrai un contatto con il recruiter. Questa fase è molto delicata perché il recruiter baserà il colloquio in base alle sensazioni che sentirà a pelle. E’ importante, quindi, arrivare ben preparati studiando il modo di salutare e di dare la mano. Ma non solo.

L’intervista

Durante la fase dell’intervista, il recruiter ti farà delle domande per capire quali siano le tue esperienze professionali e personali. Lo scopo di questa fase da parte del selezionatore è quella di cercare di carpire quante più informazioni possibili su di te.
Nel corso di questo step, le eventualità che potranno presentarsi sono principalmente due. La prima riguarda la possibilità che il recruiter fermi il colloquio perché si accorge che non hai i requisiti fondamentali richiesti per ricoprire quella determinata posizione. Nella seconda, invece, il selezionatore cercherà di approfondire le tue skills per capire se sei un buon candidato per quel ruolo.

La descrizione della posizione

Durante questa fase il recruiter provvederà a fornirti maggiori dettagli inerenti alla descrizione della posizione in questione. Le mansioni da eseguire, le responsabilità da gestire, l’orario di lavoro e lo stipendio sono solo alcuni dei dettagli che verranno esposti durante questa fase.

La decisione

La decisione è il momento in cui il selezionatore fa una scelta tra i potenziali candidati e contatta quello che è riuscito a vincere il posto di lavoro. Nel caso in cui l’appuntamento con il recruiter fosse andato bene, non ci sono motivi per cui l’esito possa essere negativo.

Gli errori più comuni durante un colloquio di lavoro

Un colloquio di lavoro è un momento che molti candidati vivono con ansia. E quando si ha paura per qualcosa, è facile farsi prendere dall’emozione e commettere qualche errore che possa dare un’immagine negativa di noi a chi abbiamo davanti.
L’importante è essere a conoscenza di quali sono i passi falsi a cui potremmo andare incontro, in modo da prepararci nel modo adeguato. E superare brillantemente l’appuntamento con il recruiter.
Ecco di seguito, quindi, gli errori nel linguaggio del corpo che vengono commessi con maggiore frequenza dai candidati.

Abbassare lo sguardo

Sappiamo perfettamente quanto un colloquio di lavoro possa creare ansie, ma non per questo dovrai dimostrarti insicuro su quelle che sono le tue capacità personali e professionali. E, proprio per questo motivo, ti consigliamo di non farti prendere dall’emozione e di cercare di mantenere lo sguardo del recruiter.
Il contatto visivo, infatti, è uno dei sistemi di comunicazione più efficaci e coinvolgenti.
Alcune recenti ricerche al riguardo avrebbero dimostrato che i candidati che sono in grado di scambiare con sicurezza gli sguardi del reclutatore danno un’immagine di sé di intelligenza e competenza. Soprattutto rispetto a chi evita gli occhi di chi ha di fronte.

Rimanere serio

Professionale, sì. Troppo serio, no. Una persona che tiene tutto il tempo una faccia contrita di certo non ispira molta voglia di chiacchierare. Né tanto meno di simpatia. E se ti stai candidando per un lavoro a contatto con il pubblico, di certo presentarsi in queste condizioni non è il massimo.
Il nostro consiglio, in questi casi è quello di sorridere. Almeno al momento del primo incontro tra te e la persona con cui hai fissato l’appuntamento di lavoro. Un sorriso spontaneo é un ottimo modo per rompere il ghiaccio e alleggerire la tensione.
Attenzione, però. Sorridere va benissimo, ma bisogna che ci sia anche un certo tipo di
autenticità, altrimenti otterrai l’effetto contrario. Se, infatti, lo stai facendo in modo finto,
potresti essere etichettato come una persona falsa. E le possibilità che ti richiamino con una proposta si abbassano notevolmente.

Sedersi in modo scomposto

La maggior parte dei colloqui di lavoro viene affrontata da seduti. Soprattutto se si tratta del primo incontro. Se ti stai preparando ad un appuntamento di lavoro, è importante studiare prima una posizione adeguata in cui stare seduti. Sembrerebbe strano a dirsi, ma stare in una sedia in modo composto è uno dei punti a favore che vengono immediatamente valutati dal reclutatore. Da evitare assolutamente, quindi, posizioni in cui sembreresti stravaccato in divano, poiché definirebbe un’eccessiva confidenza con il recruiter (che, sicuramente, non apprezzerà). Altro consiglio è evitare di inclinare il busto in avanti perché sarebbe sinonimo di insicurezza e di chiusura comunicativa.
Se sei una donna, ti consigliamo di appoggiare la borsa per terra, in una sedia a fianco oppure sull'appendiabiti. Se la appoggi sopra le gambe, verrà identificata come una sorta di coperta di Linus in grado di darti la sicurezza che ti manca. Ma, sicuramente, non vorrai trasmettere l’idea di qualcuno che è terrorizzato da quell’appuntamento, vero?

Muoversi troppo sulla sedia

E’ vero, delle volte le sedute che vengono fornite durante i colloqui non sono il massimo del comfort. Ma cerca di stringere i denti e porta pazienza per quell’oretta in cui stai parlando con il selezionatore.
Se il recruiter vede che la persona di fronte a lui continua a muoversi sulla sedia senza
apparente motivo, avvertirà sicuramente una sorta di disagio. E sarà incentivato ad
interrompere l’appuntamento con molta velocità. Non solo: l’opinione della persona che ha di fronte è piuttosto sgradevole.

Incrociare le braccia

Incrociare le braccia è probabilmente uno degli errori più comuni che fanno le persone quando sono nervose. Il problema è che questo gesto fatto inconsciamente dimostra una sorta di chiusura a livello di comunicazione. Per intenderci, se il tuo potenziale datore di lavoro ti sta illustrando mansioni e turni e tu incroci le braccia, la sua percezione sarà che non ti vanno bene.

Toccarsi il viso o i capelli

Toccarsi viso o capelli fa parte di quegli atteggiamenti che mettono ben in mostra la tua insicurezza e il tuo nervosismo. Cerca di evitare, quindi, di arrotolarti le dita nelle ciocche di capelli, o di giocherellare con la barba o di mettere continuamente i capelli dietro le orecchie. E, a meno che tu non sia in una zona in cui stiano tagliando cipolle, soffiando via la polvere o preparando il fieno, cerca di evitare di strofinarti gli occhi. Se dovessi essere allergico a qualcosa, invece, ti consigliamo di avvertire subito il tuo interlocutore in modo che sappia cosa aspettarsi dalla chiacchierata.

Stretta di mano debole o troppo forte

La stretta di mano è uno dei punti cardine per la valutazione di un candidato. Se hai paura di sbagliare, ti consigliamo di fare le prove con un familiare o un amico. In questo modo avrai un riscontro reale su quanto calibrare il gesto in forza.
Una stretta di mano troppo debole, infatti, è sinonimo di mancanza di energia, polso della
situazione e leadership. Opinioni non molto positive, quindi, che difficilmente ti permetteranno di ricevere un feedback positivo.
D’altro canto, una stretta di mano troppo forte viene spesso vista come un atto di invadenza. O, addirittura di arroganza. E nessuno vorrebbe lavorare con una persona che non si preoccupa di prevaricare sugli altri.

Gesticolare eccessivamente

Noi italiani del gesticolare abbiamo fatto una vera e propria missione di vita. Difficilmente
siamo in grado di sostenere una conversazione stando fermi con le mani. Eppure, ci sono situazioni come quelle del colloquio di lavoro, in cui sarebbe opportuno cercare di mantenere un certo autocontrollo.
Muovere le mani in modo troppo caotico, potrebbe trasmettere l’idea di te come una persona insicura e poco sincera. Non solo. Un atteggiamento di questo tipo, infatti, potrebbe essere interpretato anche come una mancanza di eleganza e raffinatezza. E, se la posizione in questione è per un brand di un certo tipo, sicuramente non apprezzerà queste enfatizzazioni.



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