Decreto Dignità, Legge 96/2018: la nuova disciplina del contratto a termine



Le nuove regole introdotte dal Decreto Dignità convertito in Legge il 9 agosto 2018 (L. 96/2018) apportano modifiche significative alla disciplina dei contratti a termine, dei rinnovi e delle proroghe. Regole che si stabilizzano definitivamente al 1 novembre 2018, data in cui termina il periodo transitorio previsto dalla Legge.

Cosa cambia per i contratti a termine e per le Agenzie per il Lavoro?

La nuova normativa interviene sul contratto a tempo determinato con cui l’Agenzia assume i lavoratori, parificandolo al contratto a termine diretto.

Nell’ambito di questa regola generale sono peraltro presenti alcune particolarità che contraddistinguono la tipologia dei contratti a termine stipulati a scopo di somministrazione. Le particolarità sono determinate anche dal fatto che la Legge, in alcuni passaggi, delega alla contrattazione collettiva la regolamentazione specifica di alcune regole: saranno pertanto anche i singoli CCNL, nel tempo, a fornire indicazioni peculiari sul lavoro in somministrazione.

Il contratto di somministrazione stipulato tra l’Agenzia per il Lavoro e l’Azienda Utilizzatrice, rimane sostanzialmente invariato; il contratto a tempo determinato con cui l’Agenzia assume i lavoratori presenta nuove caratteristiche:

  • Apposizione della “causale” (motivo ricorso) per i contratti con durata superiore ai 12 mesi, e a partire dal primo rinnovo.
  • Limite di durata massima a 24 mesi.
  • Possibilità di stipulare fino a 6 proroghe.
  • Incremento del contributo addizionale NaSpi ad ogni rinnovo, di 0,5%, che può peraltro essere recuperato in caso di trasformazione o assunzione del lavoratore a tempo indeterminato.
  • Termine d’impugnazione stragiudiziale a 180 giorni.

Date le caratteristiche sopra descritte è importante introdurre alcune precisazioni, utili a focalizzare le differenze tra il contratto a termine stipulato dall’Agenzia per il Lavoro e il contratto a tempo determinato diretto:

  • Per “rinnovo” si intende un nuovo contratto a tempo determinato fra lo stesso lavoratore e lo stesso datore di lavoro; il riferimento non è pertanto alle proroghe di un contratto in essere.
  • Non si applica, per i contratti a termine stipulati dall’Agenzia con i lavoratori, la regola dello “stop e go” (periodo di interruzione tra un contratto e il successivo con medesime caratteristiche), che invece vale per il tempo determinato diretto.
  • La possibilità di stipulare fino a 6 proroghe è tipica del CCNL Agenzie per il Lavoro (Assolavoro); il numero massimo di proroghe per il tempo determinato diretto è invece fissato a 4.

Ma non è tutto: la Legge 96/2018 sviluppa ulteriori temi che riguardano i casi di esclusione dalle nuove regole, diverse logiche di contingentamento dei lavoratori a tempo determinato e in somministrazione, la reintroduzione delle sanzioni per somministrazione fraudolenta. Questi approfondimenti nel prossimo articolo.