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Cosa non dire durante un colloquio di lavoro

Pubblicato il 7 dicembre 2020 in Consigli Curriculum e Colloquio da Lorenzo Nincheri

Nell’ultimo periodo il mercato del lavoro è diventato sempre più competitivo. E’ così che, trovare un annuncio che rispetti le nostre aspettative, è diventato sempre più difficile. Ed è ancora più complesso riuscire a conquistare il recruiter inviando solo il proprio curriculum. Ma la speranza è sempre l’ultima a morire. Nonostante il grande agonismo tra i candidati per la medesima posizione, infatti, può essere che l’azienda abbia deciso di fissare un appuntamento con te. Ma che si fa adesso?

Il primo colloquio conoscitivo

Il primo colloquio conoscitivo con l’azienda a cui hai inviato il tuo cv è fondamentale. E’ il momento in cui ti giochi il tutto e per tutto. Alla fine di esso, o sei dentro, o sei fuori. O passi allo step successivo oppure “Arrivederci e grazie”. E’ proprio per questo motivo che, nel caso in cui ti chiamassero per un appuntamento di lavoro, devi fare molta attenzione a giocare bene le tue carte. Non c’è niente di peggio che presentarsi all’incontro e farsi cogliere alla sprovvista. Magari perché si è troppo agitati e ci si fa prendere dall’ansia. O, peggio ancora, non abbiamo idea di cosa dire e facciamo scena muta (o, in alternativa, diciamo cose senza senso).

Le cosa da non dire mai al primo colloquio

Per evitare di incorrere in queste situazioni piuttosto spiacevoli che porterebbero ad un’automatica nostra eliminazione dalla rosa dei candidati, ti segnaliamo di seguito le cose da non dire mai al primo colloquio. Ci sono delle frasi o delle espressioni, infatti, che bisognerebbe proprio evitare di dire perché possono metterci in cattiva luce. O, comunque, possono aumentare le possibilità per cui il recruiter decida di cestinare il nostro cv non appena ci congediamo.

1. “Me l’ha consigliato mia madre”

No. Non mettere in mezzo tua mamma. Ma neanche parenti di vario genere o amici. Mai.
Soprattutto se la persona con cui hai l’appuntamento di lavoro ti sta chiedendo perché ti stai candidando per quell’impiego. Evita quindi di dire cose del tipo: “Me l’ha consigliato mia madre”. Il recruiter sa bene che tu se uscire l’idea per cui tu non abbia iniziativa e non sia in grado di prendere decisioni per te stesso. Si tratta di uno dei pochi casi per cui la sincerità non paga. Prima di partire da casa, quindi, pensa già alla risposta che daresti nel caso in cui ti venisse fatta questa domanda.

2. “Mi scusi ma devo rispondere al telefono”

Quando un recruiter si dedica a fare dei colloqui, investe il suo tempo nella selezione di nuove risorse. E’ fondamentale per lui, quindi, non perdere tempo. Immagina, quindi, quale potrebbe essere la sua reazione nel momento in cui, nel bel bezzo del primo colloquio di lavoro, tu interrompessi la chiacchierata per esordire con un “Mi scusi ma devo rispondere al telefono”.
No e poi no. Lascia perdere. Anzi, fai proprio in modo che la situazione non si crei affatto. L’unica attenuante accettata per rispondere al telefono è che si tratti di una questione di vita o di morte. E, quindi, se hai un bambino piccolo chiama la babysitter e poi spegni il telefono poco prima di entrare in ufficio. Per tutte le altre questioni il resto del mondo può anche attendere quell’oretta di tempo necessaria per terminare l’incontro di lavoro.

3. “Quanto è lo stipendio?”

Le domande relative allo stipendio durante il primo colloquio sono davvero di cattivo gusto. E, anche se le fai in buona fede, l’immagine di te che ne viene fuori è davvero pessima. Sappiamo anche noi come di questi tempi la quantità di soldi con cui si arriva a fine mese sia una preoccupazione mica da poco. Ma abbi pazienza. Nella maggior parte dei casi, infatti, sarà il selezionatore ad introdurre nel discorso i dettagli relativi al contratto e alla paga oraria. E, se proprio proprio si dimenticasse di farlo, sarà sicuramente argomento del prossimo incontro, se dovessi passare la prima fase di selezione.

4. “Quando ho le ferie?”

Un altro argomento che bisognerebbe proprio evitare di fare durante il primo appuntamento di lavoro con il recruiter è quello relativo alle ferie. Esordire con un “Quando vado in vacanza?” o affini, è un pessimo modo di approcciarsi. In questi casi, infatti, l’opinione che potrebbe farsi il selezionatore è quella che tu sia più interessato ad andare in ferie rispetto al lavoro. E se le tue intenzioni sono queste, perché dovrebbe perdere tempo per assumerti o per insegnarti un nuovo impiego?

5. “Odio il mio capo o i miei colleghi”

Le dinamiche che si possono creare all'interno di un luogo di lavoro sono le più disparate. E sappiamo tutti che esiste la possibilità che un ambiente pesante e stressante possa farci venire il desiderio di cambiare impiego. Ma sarebbe meglio edulcorare la situazione in fase di primo colloquio. La reazione del selezionatore, infatti, potrebbe essere quella di pensare subito che tu abbia l’abitudine di parlar male delle persone alle loro spalle. E come stai parlando male del tuo attuale (o precedente) boss, con tutta probabilità farai lo stesso anche con il prossimo.

6. “Ho bisogno di un lavoro”

Sappiamo tutti come sia difficile sopravvivere economicamente alle spese di tutti i giorni. Ma una delle cose da evitare di fare con il nuovo capo è quella di apparire disperati. Il selezionatore potrebbe pensare che spingi sulla leva del melodramma per fargli pena e per farti assumere. Pessima idea. Il nostro consiglio è piuttosto quello di approfittare delle tue molteplici esperienze acquisite negli anni per spiegare le tue competenze. Ma anche per ricordare al recruiter che sei aperto ad affrontare nuove sfide.

7. “Al primo che mi chiama, io vado a lavorare per lui”

Questa credo sia una delle risposte peggiori che tu possa dare ad un selezionatore. Soprattutto se ti sta chiedendo se stai facendo colloqui anche per altre aziende. Il selezionatore potrebbe pensare che tu sia davvero molto disperato, al punto da accettare qualsiasi proposta. Non solo. L’idea che ne può venire fuori è che tu sia un “mercenario” in grado di cambiare impiego ogni qual volta dovessi ricevere un’offerta migliore. E, di conseguenza, verresti reputato come arrogante e inaffidabile.

8. “L’ho scritto nel mio cv”

Tieni a mente che il primo colloquio di lavoro viene definito conoscitivo perché è grazie ad esso che il selezionatore può capire se sei una persona che fa al caso della sua azienda. Ma anche se il tuo modo di fare potrebbe rappresentare quel quid in più in grado di dare ancora più valore all’attività. Se il recruiter ti chiede qualcosa relativo alle tue precedenti esperienze, raccontaglielo. Per il professionista è molto importante capire chi sei anche guardando il modo in cui ti esprimi.

9. “Non ho domande”

Al termine di un colloquio di lavoro, prima di congedarsi, è buona norma da parte del selezionatore chiederti se hai delle domande. E non è possibile che tu non ne abbia nemmeno una. Sei sicuro di aver affrontato con lui tutti gli argomenti possibili? A tal proposito, ti consigliamo di informarti bene riguardo all’azienda presso cui vai a fare il colloquio e segnarti delle domande da chiedere durante l’appuntamento. In questo modo sembrerai molto interessato al lavoro ed eviterai la figura di quello distaccato.

10. “Quando la posso chiamare per sapere com’è andata?”

No. Questo proprio no. Devi partire dal presupposto che per un recruiter il momento da dedicare ai colloqui è davvero molto stressante ed estenuante. Oltre che essere un impegno che occupa moltissimo tempo nella sua giornata già full. Per quanto possano essere buone le tue intenzioni, quindi, evita di offrirti tu di chiamare per sapere l’esito del colloquio. Altrimenti rischierai di mettere il professionista sotto pressione. E, di conseguenza, otterrai il risultato contrario. Ricorda bene che se l’appuntamento di lavoro è stato positivo, sarà l’azienda a contattarti in breve tempo per fissare un altro colloquio. O, addirittura, per farti iniziare la prova. In questi casi, purtroppo, bisogna cercare di mantenere la calma e avere un bel po’ di pazienza.



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