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Come trovare lavoro dopo i 50 anni nel nuovo mercato del lavoro

Pubblicato il 5 luglio 2021 in Orientamento Lavoro da Lorenzo Nincheri

Cambiare lavoro non è mai semplice. Soprattutto se si hanno 50 anni e l’impressione è quella di non essere  più considerati così giovani da essere in grado di sostenere qualsiasi tipo di impiego. Eppure, in una realtà  come quella attuale, sono sempre più le persone che si ritrovano in questa situazione.  

In alcuni casi accade perché l’azienda per cui si ha lavorato per molti anni ha chiuso. In altri, invece, la  società ha deciso che, per questioni economiche, era necessario un taglio del personale. Ma è possibile,  anche, decidere di cambiare professione per cercarne una più stimolante e all’altezza delle proprie  aspettative. Come approcciarsi a questo cambiamento?  

Indipendentemente da quali siano i motivi che spingono il lavoratore a cercare un nuovo impiego a 50 anni, la cosa importante è, innanzitutto, quella di non farsi prendere dall’ansia.  Chi l’ha detto che una piccola battuta d’arresto ora, non possa portare ad un salto di qualità della propria  vita nell’immediato futuro?  

Come affrontare la ricerca di impiego a 50 anni?  

I cambiamenti di carriera possono portare alla nascita di situazioni di stress,  paura o ansia. Soprattutto se avvengono in un’età in cui non si è più giovanissimi e si hanno molte  responsabilità, sia a livello familiare che economico.  

La cosa migliore da fare in questi casi, tuttavia, è quella di non farsi cogliere alla sprovvista dalle emozioni  negative. Ma, anzi, di utilizzare questi sentimenti come motivazione per spronarsi a scegliere un impiego  che sia quanto più possibile incline alle proprie esigenze e necessità.  

E’ buona norma in questi casi iniziare a compilare una lista di pro e di contro che si avevano nel precedente  lavoro. E utilizzare queste informazioni come punto di partenza su cui impostare una ricerca di lavoro  efficace e che sia in grado di portare a risultati più che soddisfacenti.  

Come reinventarsi?  

Uno degli step che, almeno in apparenza, possono apparire come complessi da gestire, è rappresentato  dalla questione organizzativa. La prima cosa da fare, quindi, è quella di fare una piccola ricerca e capire  quali sono le competenze più richieste nel mercato. Una volta identificata la top list delle conoscenze  richieste ai candidati in fase in colloquio, è bene cercare di capire quale sia il proprio livello a riguardo di tali  abilità. E, se necessario, valutare di intraprendere un percorso formativo in grado di colmare il gap.  

Ma la valutazione del proprio know-how non deve necessariamente soffermarsi al proprio settore di  provenienza. Non è detto, infatti, che le proprie capacità non possano essere impiegate in un ambito  completamente diverso rispetto al precedente. Anzi, in alcuni casi potrebbe rivelarsi addirittura molto più  appagante.  

Effettuare un’autoanalisi approfondita è il primo passo per affrontare in tutta serenità la ricerca di un  nuovo impiego. Ma anche per mettere le basi sul proprio prossimo futuro. Oltre che per provare a  reinventare sé stessi e la propria vita.  

Fare una check-list 

Una volta che si hanno le idee più chiare su quale sia la strada professionale che si vuole intraprendere e  quali siano le proprie esigenze, non rimane che dedicarsi alle attività più pratiche. Ossia quella check-list di  cose che sono indispensabili per inserirsi nel mercato del lavoro e per entrare in contatto con chi è alla  ricerca di risorse da inserire nella propria azienda.  

Aggiornare il cv  

Uno step da non sottovalutare è rappresentato dall’aggiornamento del proprio cv. Di fondamentale  importanza, quindi, togliere le informazioni inutili concentrandosi sulle proprie esperienze professionali e  sulle competenze acquisite negli anni. Ma segnalare anche i traguardi raggiunti, i premi vinti, gli attestati  ottenuti e i corsi di formazione frequentati. Nel caso si disponga ancora di un curriculum in versione  cartacea, sarebbe meglio metterlo da parte per preferire la creazione di una versione del documento in  versione digitale.  

Formazione costante  

Continuare a formare sé stessi è il primo passo per rimanere sempre competitivi nel mercato del lavoro. Ma  anche per dare maggiore valore alla propria professionalità. La curiosità riguardo alle nuove dinamiche o a  nuove tecniche di svolgimento delle attività è un fattore molto apprezzato dai recruiter e dai datori di  lavoro.  

Social network  

I social network, nel corso degli ultimi anni, sono diventati un ottimo punto di partenza per conoscere  persone e trovare nuove opportunità lavorative. Linkedin, ad esempio, è un social network che mette in  connessione moltissimi professionisti provenienti da ogni angolo del mondo. Attraverso esso, si ha la  possibilità di mettersi in contatto con ex colleghi o compagni di università. Ma anche venire a conoscenza di  offerte di lavoro ben specifiche e comunicare direttamente con i recruiter che si occupano di selezione del  personale.  

Il colloquio  

Una volta che si sono fatti questi passaggi è possibile che si arrivi al momento del colloquio. In questo caso  è bene utilizzare la propria età come punto di forza per sottolineare la propria esperienza professionale e le  proprie competenze. Ma anche per dimostrare di essere all’altezza della situazione per sostenere con  successo ruoli manageriali o che richiedono un certo tipo di soft skills.  

Quale lavoro cercare a 50 anni  

Una delle cose che potrebbero creare maggiore ansia e timore riguardo alla ricerca di un nuovo impiego a  50 anni può essere la confusione dovuta alla tipologia di impiego da cercare. In questi casi, infatti, si cade  molto spesso nella frustrazione e nella paura di non essere all’altezza dei più giovani.  

Eppure, secondo recenti indagini effettuate da Il Sole 24 ore, sono molte le aziende che sono alla ricerca di  nuove risorse dall’età più matura. E non strettamente in ambito digital. Stiamo parlando, ad esempio di:  cuoco a domicilio, tuttofare, agricoltore, organizzatore di eventi, tutor scolastico, colf. Ma non solo.  

Diverse sono le società che hanno un occhio di riguardo nei confronti di figure altamente specializzate in  grado di sopperire alla richiesta di manager esperti e direttori. Ne sono un esempio gli store manager, i  direttori commerciali, gli esperti nella supply chain e i project manager. 

Ne consegue, quindi, che le proprie abilità ed esperienze professionali non debbano essere accantonate  quando ci si accinge a cercare un nuovo impiego a 50 anni. Anzi, se sfruttate a dovere, possono essere  considerate come quel plus in grado di convincere un recruiter ad assumerci.



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