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Come superare il colloquio di lavoro con il metodo STAR

Pubblicato il 14 marzo 2022 in Consigli Curriculum e Colloquio da Lorenzo Nincheri

Devi affrontare un colloquio di lavoro e vorresti scoprire quali sono i segreti per far colpo su un  recruiter? Vorresti parlare dei tuoi successi professionali con il selezionatore in modo coinvolgente ma  non hai idea di dove iniziare? Nel corso dei prossimi paragrafi andremo a scoprire le tecniche per  superare il colloquio con il metodo STAR.  

Durante il processo di scrematura dei cv, il datore di lavoro è in grado di estrapolare gran parte delle  informazioni inerenti alle competenze tecniche e alle esperienze lavorative del candidato. Tuttavia,  per superare il processo di selezione è indispensabile fare una buona impressione durante il colloquio di lavoro. Ma come? Utilizzare il metodo STAR, in questi casi, può fare davvero  la differenza.  

Il metodo STAR: che cos’è e come utilizzarlo  

L’acronimo inglese STAR significa Situation (situazione), Task (compito svolto), Action (azione) e  Result (risultato). Attraverso questo sistema, il candidato è in grado di fornire delle risposte riguardanti  le proprie competenze e le esperienze lavorative pregresse utilizzando la tecnica dello storytelling.  In questo modo riuscirà a raccontare il proprio background professionale e personale come una sorta  di storia a lieto fine, dando maggiore risalto alle proprie performance lavorative. Attraverso questa  tecnica, il professionista riesce a catturare l’attenzione del recruiter mettendo in mostra soprattutto gli  aspetti positivi di una situazione e valorizzando al massimo i propri punti di forza.  

Come rispondere alle domande con il metodo STAR  

Il metodo STAR è fondamentale per tutti quei candidati che si stanno preparando ad affrontare un  colloquio di lavoro, e che in passato hanno riscontrato delle difficoltà nel fare buona impressione agli  occhi del selezionatore.  

Non bisogna dimenticare, infatti, che un professionista può essere considerato come il vero eroe di un  progetto. Tuttavia, se il lavoratore in questione non è in grado di raccontare la storia nel modo  corretto, il messaggio finale rischia di andare perso. E, di conseguenza, il recruiter non riesce ad  apprendere appieno le capacità del candidato che si trova di fronte.  

Ma quali sono le principali domande a cui è fondamentale prepararsi attraverso il metodo STAR? Nel  corso dei prossimi paragrafi andremo ad approfondire delle situazioni tipo e come rispondere alle  domande che vengono poste in fase di colloquio seguendo questa specifica tecnica.  

Come si svolge il colloquio conoscitivo  

Prima di approfondire con esempi pratici il metodo STAR, è indispensabile capire le modalità in cui  generalmente si svolge il colloquio conoscitivo. Non bisogna dimenticare che ogni selezionatore ha il  proprio stile e modus operandi per approcciarsi al candidato. Tuttavia, in linea di massima l’intervista  si compone di un insieme di domande ipotetiche e di quesiti di approfondimento.  Nel caso in cui ci si stesse preparando ad affrontare al meglio un colloquio di lavoro, quindi, è  opportuno immaginare delle potenziali risposte sia a domande aperte (come, ad esempio, “Mi parli delle sue competenze in ambito di marketing”),  che a quesiti a risposta chiusa (come, ad esempio, “Ha mai lavorato per la Gdo”?). 

Attraverso questo mix di domande, il recruiter non prenderà solamente in considerazione le abilità e le  competenze del candidato, ma valuterà con attenzione anche le sue soft skills, come ad esempio la  sua capacità di comunicazione e le abilità cognitive.  

Esempi concreti con il metodo STAR  

Vediamo ora di seguito alcuni esempi concreti di domande che possono essere fatte al candidato  durante un colloquio conoscitivo e come rispondere seguendo il metodo STAR.  

Nel suo precedente lavoro ha incontrato un conflitto e come lo ha  gestito?  

Situazione: “Un mio stretto collaboratore, con cui stavo collaborando ad un progetto, si è assentato  per un paio di settimane a causa di una malattia”.  

Compito: “È stato necessario individuare come terminare il progetto che seguivamo insieme, senza  stravolgerlo in toto e senza il suo aiuto”.  

Azione: “Ho fatto il punto della situazione, cercando di capire quali fossero i punti che necessitavano  di un approfondimento e quali fossero le attività da portare a termine. Ho riorganizzato la mia agenda  in modo tale da dedicare il giusto tempo ad ogni singolo compito da svolgere, tenendo come obiettivo  la consegna rispettando le scadenze previste.  

Risultato: “Grazie ad un enorme impegno e alla redazione di una scaletta delle priorità, sono riuscito a  presentare il progetto in tempo”.  

Ha mai preso una decisione sgradita ai colleghi e come l’ha gestita?  

Situazione: “Il mio responsabile mi ha chiesto di supervisionare un progetto che rischiava di non  essere consegnato entro le tempistiche prestabilite.”  

Compito: “Bisognava decidere se intrattenersi in ufficio fino a tardi, nonostante la stanchezza dei  colleghi, oppure andare a lavorare durante il weekend.”  

Azione: “Ho fatto una riunione con il mio team di lavoro, spiegando loro in modo chiaro e trasparente  quale fosse la situazione e quali le problematiche relative al tempo. Ho chiesto loro, pertanto, di  lavorare nel fine settimana, promettendogli di portare la colazione”.  

Risultato: “Nonostante l’idea di lavorare durante il weekend non abbia fatto entusiasmare nessuno, i  miei collaboratori hanno capito la situazione e si sono presentati al lavoro dando il meglio di sé e  contribuendo alla buona riuscita del progetto in tempo. L’idea della colazione è stata molto apprezzata  da parte di tutti.”  

Come ha gestito un errore commesso nel lavoro?  

Situazione: “Ho dimenticato di comunicare al mio responsabile una mail da parte di un cliente e, di  conseguenza, quest’ultimo non ha ricevuto una risposta in tempi brevi.”  

Compito: “E’ stato necessario che mi confrontassi con il mio responsabile per capire come affrontare  al meglio la situazione”.  

Azione: “Ho spiegato al mio responsabile l’accaduto e ho chiesto scusa, promettendogli di fare  maggiore attenzione affinché certe cose non fossero più accadute. Ho individuato con il titolare quale  fosse la strategia migliore da adottare e ho contattato personalmente il cliente cercando di trovare un  accordo che andasse bene sia a lui che all’azienda”. 

Risultato: “Il cliente ha apprezzato la trasparenza comunicativa che l’azienda ha adottato ed è stato  felice di accettare la proposta fatta. Il titolare ha capito che poteva fare affidamento su di me e che ero  in grado di assumermi la responsabilità delle mie azioni.”  

Mi racconti un aneddoto lavorativo in cui ha utilizzato i dati per far valere  le proprie opinioni  

Situazione: “Nel mio precedente impiego, parte delle mie responsabilità riguardavano l'analisi delle  performance delle campagne di marketing.”  

Compito: “Ho esaminato l'andamento delle campagne e ho scoperto che le grafiche che si  presentavano con una call to action erano in grado di produrre un maggiore tasso di conversione.”  Azione: “Ho organizzato una riunione con i grafici dell’azienda e con gli addetti al settore marketing,  mostrando loro una presentazione che fosse di facile lettura e dalla quale si capisse in modo molto  chiaro quali fossero le caratteristiche che avrebbero portato a un maggiore numero di like e di  condivisioni nei social network.”  

Risultato: “E’ stato realizzato un piano editoriale ad hoc in cui gli obiettivi dell’ufficio marketing sono  stati supportati dalle idee grafiche da parte dei designer. La successiva campagna è riuscita ad  ottenere un aumento esponenziale del tasso di conversione e un maggiore apprezzamento da parte  degli utenti.”  

Mi racconti una situazione in cui ha dovuto motivare i suoi  colleghi  

Situazione: “Nel mio precedente lavoro facevo il responsabile di sala per un ristorante ed una sera tre  colleghi non si sono presentati al lavoro perché ammalati, di conseguenza il personale a disposizione  non era sufficiente per gestire tutte le prenotazioni.”  

Compito: “Era necessario che tutti fossero informati della situazione e che ognuno desse il meglio di  sé”.  

Azione: “Ho organizzato una riunione con tutto il personale spiegando la situazione e cercando di  assegnare ad ognuno di loro uno specifico compito, ricordandogli che proprio quello era il ruolo in cui  eccelleva. Ho spiegato come fosse fondamentale rimanere concentrati ed essere una squadra. Ho  promesso di offrire l’aperitivo al termine del servizio.  

Risultato: “Ogni collaboratore ha dato il massimo e i colleghi si sono sostenuti l’un l’altro, aiutandosi a  vicenda. Gli avventori del ristorante hanno fatto i complimenti a tutti e il responsabile è stato  particolarmente soddisfatto.”



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