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Come spiegare ai recruiter il motivo per cui hai lasciato il lavoro

Pubblicato il 17 marzo 2020 in Consigli Curriculum e Colloquio da Lorenzo Nincheri

Lasciare un lavoro non è mai una decisione semplice, ma qualsiasi sia il vero motivo che ti spinge a cambiare, potrebbe essere difficile far comprendere le tue motivazioni a chi ti dovrebbe assumere. Ecco quindi alcuni consigli e fattori ai quali prestare attenzione durante un colloquio di lavoro

Il bicchiere mezzo pieno: la positività

Il primo consiglio che dovresti tenere presente è quello di cercare di mostrarti il più positivo possibile, evitando di mostrare rancore nei confronti del lavoro precedente. Qualunque sia stato il motivo che ti ha spinto a lasciarlo, rovescia la prospettiva e cerca di evidenziare solo gli aspetti positivi.

Dai delle risposte concentrandoti su motivazioni costruttive e positive, cercando si spostare l’attenzione su di te. Un esempio? Se hai lasciato il lavoro precedente perché non ti davano nessuna possibilità di crescita, non criticare le scelte del tuo datore di lavoro, ma piuttosto focalizzati sul tuo desiderio di crescita e di imparare cose nuove.

In questo modo porrai il desiderio di lavorare nella nuova azienda come un qualcosa di funzionale al tuo miglioramento, esprimendo implicitamente un giudizio positivo sul suo sistema organizzativo e su tutta l’azienda in generale.

Sintesi e strategia

Aspettati che il selezionatore ti ponga direttamente la domanda sul perché hai lasciato o hai intenzione di lasciare la tua attuale occupazione. Nella risposta ricordati di essere il più sintetico e conciso possibile,senza dare spiegazioni futili o non richieste. Diversamente potresti far sorgere dei dubbi al recruiter, con il rischio che ti ponga delle domande a cui non vuoi rispondere.

Un ulteriore consiglio che dovresti ricordare è quello di cercare di essere il più diretto e pronto possibile nel rispondere alle domande, motivando le tue risposte in modo da risultare naturale e sincero. Puoi anche allenarti a casa, provando a rispondere a questa domanda davanti allo specchio, alla webcam o ad una persona. Come per tutti i colloquio di lavoro, non imparare a memoria risposte confezionate, ma allenati ad essere spontaneo. In questo modo eviterai eventuali brutte figure nel caso in cui la memoria non dovesse assisterti.

Abbassa la guardia

Anche se sai che una o più domande potrebbero metterti in difficoltà, evita assolutamente di mantenerti sulla difensiva. Mostrarti prevenuto o non aperto al colloquio, potrebbe indurre il tuo interlocutore a credere che ti vergogni per aver lasciato il lavoro o ancora peggio, che ci siano motivazioni nascoste. Questo non farebbe altro che metterti in cattiva luce, esattamente l’opposto di quello che si vorrebbe ottenere da un colloquio di lavoro 

Mostrati convinto delle tue scelte: dovrai apparire sempre deciso, convinto e sereno di aver lasciato la strada vecchia per intraprenderne una nuova. Prova a comunicare le aspettative che credi tu possa raggiungere grazie alla tua scelta; questo metterà in luce ulteriormente la tua positività e voglia di migliorarti.

Cosa non dire mai

Dopo lo spazio dedicato a quello che dovresti fare, prendiamoci ancora qualche riga per riflettere su quello che invece non dovresti mai dire e fare per spiegare ad un recruiter perché hai lasciato il tuo posto di lavoro.

Come abbiamo già anticipato, non parlare mai male del capo, dei colleghi o della gestione aziendale e non raccontare nessun episodio che riguardi brutte esperienze, incomprensioni e simili. Più che il contenuto delle tue frasi, in questo modo il selezionatore vedrebbe in te una persona poco affidabile e per niente leale nei confronti di chi gli aveva dato fiducia.

Un’altro argomento da evitare assolutamente è l’aspetto economico e contrattuale; anche chi ti deve assumere sa che tutti noi lavoriamo per guadagnare, ma come argomentazione potrebbe essere giudicata superficiale, anche perché probabilmente non saprai ancora quali sono le condizioni che ti verranno proposte in questo senso.

Concludiamo con una considerazione: questi consigli potrebbero farti pensare di dover mentire a tutti i costi, ma non è affatto così. Quello che invece vogliamo consigliarti è una buona dose di cautela, aggiunta al saper presentare la situazione da una prospettiva diversa e più costruttiva.



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