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Come gestire la timidezza ad un colloquio di lavoro

Pubblicato il 12 marzo 2020 in Consigli Curriculum e Colloquio da Lorenzo Nincheri

Le prime impressioni sono tutto durante un colloquio di lavoro. Potrai essere pure la persona più preparata e in gamba di questo mondo, ma se non riesci a far emergere queste tue doti durante l'incontro con i selezionatori difficilmente questi ti daranno una seconda possibilità. Sei una persona timida e non sai come affrontare queste situazioni? Ecco alcuni consigli che faranno sicuramente bene alla tua carriera.

Colloquio di lavoro, come gestire la timidezza

L'ansia che sale prima di un importante colloquio di lavoro rischia di intimidire anche il carattere più estroverso. Le persone timide, quindi, in questi casi si trovano a dover fare i conti con un doppio ostacolo: superare le proprie paure e apparire più sicuri del solito.

Se anche a te, a volte, la timidezza gioca brutti scherzi, allora dovresti sapere che esistono vari modi per apparire - comunque - fiducioso e senza timori quando ti confronti con qualcuno per la prima volta.

Il linguaggio del corpo conta

Prima di tutto devi sapere che non è importante come ti senti, ma come appari. Le informazioni che trasmettiamo alle persone sono spesso filtrate dai nostri gesti, tanto che a volte il linguaggio del corpo diventa molto più importante di quello delle parole. Pertanto, se il modo in cui ti comporti non è in sintonia con ciò che stai dicendo, sarà questo particolare che catturerà maggiormente l'attenzione del selezionatore. Puoi anche dire che sei una persona sicura e determinata, ma se inizi a balbettare e la tua sudorazione aumenta eccessivamente ci sarà inevitabilmente qualcosa di te che non convincerà chi ti ascolta.

Sei agitato? Non preoccuparti, l’importante è mantenere la schiena dritta, guardare sempre negli occhi il selezionatore e provare ad avere un tono di voce deciso e convincente. Attenzione anche a mani e gambe: non gesticolare troppo, non tamburellare con le dita sulle tue ginocchia e non dondolare nevroticamente la tua gamba sul pavimento. Sono gesti che spesso si fanno inconsciamente, quindi cerca di essere più presente e controllato anche a livello motorio. Nessuno ascolterà i tuoi pensieri, quindi puoi stare tranquillo.

Arrivare sempre in anticipo

Un errore che potrebbe aumentare le tue ansie prima di un colloquio di lavoro è sicuramente quello relativo alla cattiva gestione del tempo. Assicurati quindi di arrivare in anticipo all’appuntamento, calcola bene le distanze ed evita situazioni in cui ti ritrovi letteralmente a combattere contro le lancette dell’orologio solo perché sei in ritardo.

Per evitare queste situazioni sconvenienti potresti provare a percorrere la strada che da casa tua porta al luogo dove si svolgerà il colloquio già qualche giorno prima dell’incontro. In alternativa, se per motivi pratici o di logistica non ti è possibile farlo, puoi sempre calcolare le distanze con Google Maps o qualche altra applicazione simile. Aggiungi però per sicurezza altri 10/15 minuti in più al percorso, potrebbero fare la differenza il giorno del colloquio.

Allenati e fai pratica nella conversazione

Un modo efficace per combattere la timidezza e le insicurezze che da questa derivano è provare ad esercitarsi prima, magari a casa davanti ad uno specchio o chiedendo aiuto ad un amico, simulando l’incontro di lavoro che ti aspetta. Chiacchiera come se avessi il tuo interlocutore davanti, informati su quelle che sono le domande più frequenti ad un colloquio e prendi più informazioni possibili sull’azienda che sta per assumerti.

Se ti chiedono, per esempio: "Perché hai fatto domanda per questa posizione?" oppure "Mi parli di lei", preparati una risposta che possa fare colpo. Le persone sicure sanno esattamente cosa vogliono e possono spiegarlo in modo chiaro e rapido, è così che devi comportarti e, a quel punto, la tua timidezza non sarà più un problema.

Come trasmettere fiducia durante un colloquio di lavoro

Dimostrare sicurezza va bene, ma attenzione a non esagerare perché potresti dare l’impressione di essere solo eccessivamente nervoso e preoccupato di fare bella figura. Per far sì che la tua timidezza non abbia la meglio, dunque, devi trasmettere fiducia ai responsabili della selezione.

Un viso non preoccupato è anche un viso sorridente. Le persone nervose irrigidiscono spesso la propria espressione, o si lasciano sfuggire smorfie che possono distrarre chi ascolta. Quindi, oltre a mantenere un contatto visivo è importante che tu riesca a mantenere uno sguardo attento ma sereno, provando a sorridere senza esagerare troppo con le espressioni di entusiasmo.

Fai attenzione anche a non confonderti quando dai una risposta e a centrare sempre il focus delle domande. Non parlare velocemente e prenditi del tempo prima di replicare (ma non troppo, sia chiaro). Ricordati che una volta che inizi a parlare non si torna più indietro, se dici una cosa non puoi rimangiartela il momento dopo, né tanto meno contraddirla. Per questo motivo, se è il caso, non devi aver timore nel chiedere di ripetere una domanda o di chiarire i punti della stessa qualora non ti fossero chiari. Credimi, è molto meglio chiedere spiegazioni piuttosto che dare risposte vaghe.

Non comportarti, infine, come una persona che ha bisogno di ottenere assolutamente quel lavoro. Va bene dimostrare interesse ed entusiasmo nei confronti dell'azienda, ma la mossa vincente sta nel far capire che - tra tutte le possibilità vagliate - hai scelto di mandare il tuo curriculum vitae lì per uno specifico motivo. Nel farlo, ovviamente, non essere arrogante o prepotente, piuttosto prova ad impressionarli parlando delle cose che più ti piacciono del ruolo per cui ti sei candidato.

“Voi siete l’unica azienda che mi ha chiamato” oppure “Siete l’unica possibilità che ho per ottenere un lavoro” ti faranno apparire disperato agli occhi dei recruiter. Pensaci un po’, se nessuno ti ha voluto, perché dovrebbero assumerti loro?

Ricordati, infine, che se è vero che le prime impressioni contano, altrettanto importanti sono le sensazioni che proveranno i recruiter una volta finito il colloquio. Il modo in cui si conclude un incontro può fare una buona impressione sui responsabili della selezione, tanto da spingerli poi a valutare positivamente l'incontro e - quindi - a richiamarti (magari per una seconda valutazione o per assumerti direttamente).

Prima di salutare tutti, dunque, riferisci al selezionatore di essere davvero interessato al lavoro, stringi la mano dei presenti con cui ti sei confrontato e ricorda loro che speri di ricevere una loro risposta riguardo all'esito del colloquio.

Seguendo questi piccoli consigli, i rischi di vedere la noia calare sul volto del selezionatore diminuiranno, così come i momenti di imbarazzo e la possibilità di ricevere un “Le faremo sapere” come risposta.



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