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Come gestire i punti di forza e di debolezza nella ricerca del lavoro

Pubblicato il 9 maggio 2022 in Orientamento Lavoro da Lorenzo Nincheri

Sei alla ricerca di un nuovo impiego? Ti stai preparando per affrontare al meglio un colloquio  di lavoro? Stai revisionando il tuo CV da inviare ai recruiter? Un aspetto che non devi  assolutamente trascurare sono i tuoi punti di forza e di debolezza.  

Se vuoi fare una buona impressione sul selezionatore ed aumentare le possibilità di essere  assunto, non devi dimenticare di mettere in evidenza non solo le tue skills e le competenze.  Ma anche quelle caratteristiche caratteriali che ti contraddistinguono rispetto agli altri. Fare riferimento ai propri punti di forza e di debolezza nel CV, infatti, mette in luce tutta la tua  esperienza nel campo.  

Come fare, quindi, per mettere in evidenza queste informazioni sia nel proprio curriculum  che durante il colloquio conoscitivo con un selezionatore?

Scopriamolo insieme nel corso dei  prossimi paragrafi.  

Cosa scrivere nel CV  

Il curriculum viene spesso considerato come un documento di presentazione in cui il  candidato riporta le competenze professionali acquisite nel corso del tempo e le esperienze  lavorative intraprese in passato. Nelle sezioni dedicate, inoltre, vengono inserite le skills che  lo contraddistinguono rispetto agli altri candidati e il suo percorso scolastico.  Oltre a tutte queste informazioni, sarebbe buona norma dedicare lo spazio necessario anche  ai punti di forza e di debolezza della persona in questione. Ma quali sono le informazioni da  inserire? Ecco di seguito alcuni esempi pratici  

Ragionamento critico  

Essere in grado di eseguire dei ragionamenti critici e di pianificare in modo strategico le  proprie mansioni, dimostra al recruiter di essere un ottimo elemento da inserire all'interno di  un team. Sempre più spesso, infatti, le aziende ricercano il candidato che sia in grado di fare  un pensiero critico, innovativo e analitico.  

Competenze comunicative  

Al giorno d'oggi la comunicazione è un fattore determinante. Anzi, diciamo pure che è uno di  quegli elementi che contraddistinguono il carattere del candidato che alle aziende piace  sempre molto. Un buon modo per mettere in mostra questo aspetto della propria personalità  è quello di conferire al proprio CV il giusto tono (che sia il tempo stesso fluido e  professionale), scrivendo senza fare errori grammaticali o di ortografia, impostando un  layout chiaro e pulito e riportando degli esempi legati alle proprie precedenti esperienze  lavorative  

Problem solving  

La capacità di essere intraprendenti è un’altra tra le caratteristiche più richieste da parte  delle aziende. Non per niente le parole problem solving si ritrovano spesso all'interno degli annunci di lavoro. I selezionatori infatti sono sempre più alla ricerca di persone che siano in  grado di analizzare una problematica da diversi punti di vista e provino a risolverla con  atteggiamento propositivo. Magari ottenendo il risultato più efficace nel minor tempo  possibile. Per mettere in luce questa caratteristica, vale la pena riportare qualche esempio  breve sulle proprie precedenti esperienze lavorative.  

Lavorare in team  

Nonostante la diffusione di smart working e forme di lavoro flessibili, al giorno d'oggi la  capacità di lavorare all'interno di una squadra rimane ancora una delle caratteristiche più  ricercate da parte delle aziende. Se si vuole mettere in luce questo aspetto del proprio  carattere, è consigliabile approfondire alcune dinamiche accadute nel corso delle proprie  precedenti esperienze professionali o personali. Se sì è alle prime armi, invece, si può  segnalare di aver fatto uno sport di squadra, attività di volontariato o frequentato gli scout.  

Dove inserire nel CV i propri punti di forza  

Se il proprio obiettivo è quello di realizzare un curriculum chi sia il quanto più possibile fluido, sintetico ed esaustivo, sarebbe opportuno mettere  in luce i propri punti di forza su apposite sezioni del documento. Altrimenti, si rischia che il  risultato finale risulti piuttosto pesante da leggere e ridondante.  

Profilo  

La sezione del profilo è quella dedicata per lo più alle informazioni personali del candidato. E  rappresenta una perfetta occasione per inserire un paio di righe in cui citare i propri punti di  forza, utilizzando quanto più possibile un tono professionale, ma che sia al tempo stesso  sincero  

Esperienze lavorative pregresse  

Nella sezione dedicata alle precedenti esperienze lavorative, è opportuno inserire sia le  mansioni che si sono svolte, che i traguardi che si sono raggiunti. Anche in questo caso, non  sono richiesti descrizioni prolisse ma, sicuramente, è un'ottima opportunità per segnalare le  competenze acquisite e i punti di forza del proprio carattere che hanno permesso di  raggiungere i traguardi prefissati  

Skills  

In ogni curriculum dovrebbe essere presente la sezione relativa alle skills, ossia quelle  competenze tecniche e trasversali che caratterizzano il candidato. In questa sezione  sarebbe opportuno fare una sorta di elenco puntato che dimostri chiaramente in modo  conciso quali siano le caratteristiche che lo rendono competitivo nel mercato del lavoro.  L'ideale, inoltre, sarebbe quello di utilizzare la stessa terminologia utilizzata all'interno  dell'annuncio di lavoro. 

Come parlare dei propri punti di debolezza  

Se, generalmente, il curriculum è il documento in cui viene messa in luce l'esperienza del  candidato e i motivi per cui l'azienda dovrebbe assumerlo, è pur vero che è solo nel  momento del colloquio conoscitivo che al professionista verrà  richiesto quali siano le sue debolezze.  

In questo caso, la cosa migliore da fare sarebbe quella di esporre i propri punti deboli  facendo attenzione a non rivelare di non avere quelle abilità che vengono richieste come  requisito indispensabile all'interno dell'annuncio di lavoro. Con questo, ovviamente, non  intendiamo incentivare il candidato a raccontare delle falsità al selezionatore. Anche perché,  si sa, che le bugie hanno le gambe corte e dichiarare di essere competenti in un settore che  non si conosce è controproducente. Si viene scoperti immediatamente e si rischia di perdere  la fiducia sia da parte dell'azienda, che dal quella del selezionatore.  

Cosa dire durante il colloquio  

In occasione del colloquio conoscitivo, molto spesso il recruiter chiede al candidato quali  siano i suoi punti deboli. La risposta a questa domanda deve essere anche in questo caso il  più possibile sincera e veritiera. Dimostrare di essere consapevoli di quali siano i propri limiti,  infatti, è un aspetto che viene valutato molto positivamente dalle aziende.  La cosa migliore da fare, in questi casi, è quella di parlare di un proprio difetto caratteriale  ma citare anche la propria disponibilità e i propri tentativi per cercare di smussare questo  lato. Ma come fare quindi?  

Andremo a scoprire nei prossimi paragrafi, degli esempi pratici che possono aiutare il  candidato ad affrontare il colloquio, soprattutto le domande del selezionatore fatte al fine di  capire quali siano i punti deboli della persona che si trovano di fronte  

Essere pignoli  

Svolgere le proprie mansioni con attenzione ed essere precisi nel lavoro viene generalmente  considerato come un punto a favore del candidato. Tuttavia, essere troppo pignoli potrebbe  portare a fissarsi su alcuni dettagli, perdendo il quadro complessivo della situazione. La cosa  migliore da fare in questo caso è quello di dire che si sta lavorando molto su se stessi per  smussare questo lato del proprio carattere. Meglio ancora se si citano delle situazioni  realmente accadute.  

Non riuscire a dire di no  

La disponibilità al lavoro è sicuramente una qualità molto apprezzata. Tuttavia, se non si è in  grado di riuscire a stabilire una sorta di scaletta delle priorità durante la propria giornata, si  rischia di farsi carico di molte più mansioni rispetto a quelle che in realtà si riuscirebbe a  svolgere. E, in questi casi, il risultato non è sempre dei migliori. Durante il colloquio, quindi, è  giusto citare la propria disponibilità ad aiutare gli altri, ma anche i propri tentativi di essere  selettivo onde evitare di non portare a termine il proprio progetto nei modi e nei tempi che  erano stati assegnati.



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