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Come chiedere il motivo per cui non si è superato il colloquio

Pubblicato il 21 settembre 2020 in Consigli Curriculum e Colloquio da Lorenzo Nincheri

Partecipare ad un colloquio di lavoro è un avvenimento abbastanza stressante. Soprattutto se sei disoccupato. Ma anche se hai un impiego che non ti piace e senti la necessità impellente di cambiare ambiente. La tensione che accompagna il momento dell’incontro è sempre molto intensa. E la situazione peggiora nel momento in cui si è rifiutati.
Al momento del congedo al termine dell’appuntamento molto spesso ti sarai sentito dire la fatidica frase “le faremo sapere”. E, magari, hai atteso speranzoso nei giorni successivi di ricevere quella tanto sospirata telefonata o mail. Ma l’esito è stato negativo. O, addirittura, non hai più ricevuto notizie da nessuno.
Come fare in questi casi?

Prendi il rifiuto come un’occasione di crescita

Partiamo dal presupposto che per la mansione per cui ti sei candidato, ci saranno state anche altre persone che si sono proposte. E’ inevitabile, pertanto, che il recruiter dovrà sceglierne solo uno. Magari questa volta non è andata bene. Ma non significa per questo che tu non fossi all’altezza della situazione.
Una volta passato il momento della delusione iniziale, ti consiglio di ripensare a come è andato il colloquio di lavoro. Il rifiuto di questa volta può trasformarsi in un’ottima occasione di crescita. E ti può permettere di affrontare al meglio la prossima opportunità che ti si presenterà nei prossimi giorni.

Non rimuginarci troppo, chiedi!

Un colloquio di lavoro può avere esito negativo per tutta una serie di motivi. Può essere, ad esempio, che al recruiter non sia piaciuto il tuo modo di rispondere ad una domanda o il tuo atteggiamento nei confronti di una determinata situazione.
Ma può accadere anche che si sia presentato un candidato con maggiore esperienza rispetto a te o con delle soft skills più attinenti riguardo alla mansione ricercata. O, eventualità da non trascurare, può capitare che l’azienda abbia cambiato idea e abbia deciso di chiudere la ricerca a chiunque.
Il nostro consiglio è quello di non rimuginarci troppo. Scervellarti su quale possa essere il motivo del rifiuto può diventare davvero frustrante. Prova a chiedere direttamente al recruiter quale sia il motivo per cui la tua candidatura è stata scartata.

Come chiedere il motivo del rifiuto

Chiedere il motivo del rifiuto è un tuo diritto. Se sei interessato a capire come mai non sei stato scelto, nonostante il colloquio sia andato bene, puoi pure chiederlo. Ma, per ottenere una risposta sincera, ti consigliamo di adottare alcune accortezze.
Una di queste è quella di usare una buona dose di gentilezza e di umiltà. Il recruiter, infatti, ha fatto il suo lavoro nel meglio delle sue capacità. E, sicuramente, tu non eri presente durante le selezioni di tutti i candidati. Non puoi sapere, quindi, quali possano essere stati i suoi parametri di valutazione. Se sarai educato e cortese nel modo di porti, l’addetto alle risorse umane ti risponderà molto volentieri.

Mail o telefonata?

Se vuoi chiedere il motivo di un colloquio con esito negativo è meglio procedere via mail.
Bastano poche righe, in cui dovrai domandare in modo educato e gentile un feedback dell’incontro. In questo modo, il recruiter avrà tutto il tempo per risponderti. E’ meglio evitare la telefonata. Non puoi sapere, infatti, quale sia la mole di lavoro del responsabile delle risorse umane in quel momento. Rischieresti di ricevere una risposta approssimativa. O, in alternativa, potresti sentirti dire qualcosa del tipo “Sono impegnato al momento. La richiamerò più tardi” e poi non avere più notizie.

Cosa chiedere?

Nel corso dei paragrafi precedenti ti abbiamo detto di comportarti in modo educato e gentile.
Una buona idea è quella di iniziare la tua mail ringraziando il recruiter per averti preso in considerazione per la selezione, anche se non si è conclusa in modo positivo. Puoi procedere, poi, chiedendo un feedback su come è andato il colloquio di lavoro. Ma anche domandando se è opportuno cambiare qualcosa nel tuo comportamento.
Un ulteriore suggerimento che possiamo darti è quello di chiedere se, secondo il recruiter,
sarebbe utile acquisire altre soft skills oltre a quelle che già hai. Se, ad esempio, ti stai proponendo per una mansione di impiegato amministrativo, potresti migliorare le tue conoscenze in ambito di contabilità generale o di programmi per la fatturazione elettronica. Se, invece, ti stai proponendo come baby sitter, magari potrebbe tornarti utile per il prossimo colloquio presentare delle lettere di referenze oppure conseguire un attestato di primo soccorso.

I vantaggi di chiedere il motivo del rifiuto

Richiedere al recruiter il motivo del rifiuto può rivelarsi essere un’ottima opportunità di crescita personale. Sapere cosa può essere andato storto, può aiutarti, infatti, a superare brillantemente la prossima selezione in cui ti sei candidato.
Non solo. La richiesta di feedback, inoltre, ti pone in una situazione di umiltà e intraprendenza che vengono spesso valutate positivamente da chi si occupa delle risorse umane. Procedere in questo modo, può farti acquisire punti agli occhi di chi si occupa di trovare nuovi talenti per la propria azienda. Non sottovalutare, quindi, questo comportamento come una chance per essere preso in considerazione dal recruiter non appena si apre una nuova opportunità di lavoro. Magari più attinente a quelle che sono le tue esperienze professionali e alle tue soft skills. O potrebbe addirittura ritrovarsi a consigliare il tuo cv ad un’altra azienda che cerca qualcuno da assumere per la mansione per cui ti eri proposto.

Come diceva un detto popolare, quando si chiude una porta si apre un portone. Metti da
parte l’orgoglio, quindi, e chiedi. Sicuramente qualcosa di positivo ne verrà fuori.



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