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Come rispondere alla domanda "Mi parli di lei"

Pubblicato il 29 luglio 2019 in CV e Colloquio

Se siete capitati qui molto probabilmente vi starete chiedendo come rispondere se, al prossimo colloquio di lavoro, la prima domanda che vi faranno sarà: “Mi parli di lei”. Ebbene, dovete sapere che la risposta giusta in questi casi non esiste, ma esiste il giusto modo di prepararsi per ogni evenienza. Affrontare un colloquio di lavoro vuol dire infatti essere pronti a rispondere alle domande più frequenti che vengono poste in queste occasioni.

Colloquio di lavoro: mai farsi trovare impreparati

Prima di tutto, essendo una delle prime domande che il recruiter pone al candidato, è molto importante non farsi mai trovare impreparati quando un recruiter si rivolge a voi chiedendovi di presentarsi. Come ogni incontro importante, pensare di farcela senza avere la più pallida idea di cosa fare o dire è da irresponsabili.

Ad un colloquio di lavoro ci si prepara come ogni altro esame importante e, pertanto, chi ha intenzione di superarlo brillantemente deve “studiare”. Proprio come un bravo studente, dunque, il candidato chiamato da un’azienda a sostenere una job interview deve prepararsi adeguatamente e, pertanto, cercare più informazioni possibili sul datore di lavoro. Lo scopo, ovviamente, è quello di far sì che il proprio profilo sia in linea con quello ricercato. Per questo motivo la prima domanda, quella di presentazione appunto, gioca un ruolo importante in tutto questo. Non dovete sottovalutarla perché sarà il vostro biglietto da visita.

Se uno studente si mostra al professore preparato e pronto fin dalla prima domanda l’esame, poi, sarà quasi sicuramente tutto in discesa. È così che deve essere visto un colloquio di lavoro. Partire bene e fare una bella impressione fin da subito non può che colpire il recruiter che, sicuramente, sarà più propenso a dare un feedback positivo sul vostro conto a fine intervista.

Mi parli di lei”, la domanda più temuta ai colloqui di lavoro: come impostare il discorso

Capire come mai una semplice domanda come “Mi parli di lei” metta spesso ansia a chi si prepara a sostenere un colloquio di lavoro, dopo le premesse iniziali, riesce adesso facile. Se fate parte di quelli che sottovalutano la questione, bene, allora dovete ricredervi. Una buona risposta, nella stragrande maggioranza dei casi, determina il buon esito dell’incontro. È fondamentale, quindi, riuscire ad impostare in maniera chiara e brillante il discorso subito poiché, come ripetuto più volte, da quello dipenderà l’ottenimento o meno dell’impiego.

Se vi state chiedendo come impostare il discorso e non sapete da dove iniziare, niente paura, siete capitati nel posto giusto. Di seguito proveremo a mettere insieme le regole basilari per capire come rispondere ai recruiter, concentrandoci appunto sulla costruzione della corretta presentazione più che su una risposta standard uguale per tutti (che non avrebbe lo stesso effetto su chi vi ascolta).

1. Essere brevi e concisi

Quando si risponde alla domanda “Mi parli di lei” è fondamentale non dilungarsi troppo e, quindi, essere brevi e concisi. Bisogna parlare solo delle cose che contano veramente in sede di colloquio (ovvero quelle che potrebbero fare colpo sul selezionatore), facendo leva su qualità e titoli in linea con il lavoro per cui ci si è candidati. In linea di massima, comunque, dovete sapere che una risposta accettabile per non essere considerata prolissa (tanto da annoiare) deve avere una durata massima di 3 minuti.

2. Le cose importanti da dire

Per essere sicuri di non stare dimenticando niente, e di stare dicendo tutto quello che un selezionatore vuole sentirsi dire, dovete organizzare il discorso in modo tale che la vostra risposta tocchi 4 punti fondamentali, ovvero: studi, esperienza, competenze e obiettivi che intendete raggiungere. Fate leva su tutte quelle cose che rendono la vostra storia interessante e in linea con il lavoro offerto. Un’idea potrebbe essere quella di rivedere l’annuncio di lavoro prima dell’incontro e, in sede di colloquio, partire dalla descrizione del profilo ricercato e adattarla al vostro.

3. Il selezionatore non è un vostro amico

Per quanto sia importante non limitarsi ad una descrizione troppo “formale” di sé, ricordatevi sempre che il recruiter non è un vostro amico. Quando vi presenterete a lui dovete sempre essere professionali e limitarvi a trattare di questioni inerenti al lavoro. Fatti personali e vicende private devono essere tenuti fuori durante un colloquio di lavoro. Tutte le esperienze di vita di cui potrete parlare devono essere funzionali alla buona riuscita dell’incontro e, quindi, tiratele in ballo solo se mirate all’ottenimento dell’impiego.

Per fare un esempio, parlare di un’esperienza a lungo termine all’estero (come una vacanza studio, il gap year o di tirocini, volontariato o lavori estivi in un paese straniero) va bene, perché potrebbe dare prova della vostra conoscenza delle lingue, dimostrare le vostre capacità di adattamento etc. Sbagliato, invece, raccontare dei vostri fatti personali, come dire che avete bisogno del lavoro perché vi servono i soldi o che avete lasciato l’impiego precedente per via di incompatibilità caratteriali col capo e/o col personale.

4. Conoscere l’azienda

Una mossa intelligente, prima di sostenere qualsiasi tipo di colloquio di lavoro, è quella di prendere più informazioni possibili sull’azienda alla quale avete inviato il vostro bel curriculum vitae. In questo modo, fin da subito, potrete impostare le vostre risposte tenendo conto degli obiettivi di carriera che vi accomunano alla policy aziendale. Se, per esempio, i datori di lavoro sono alla ricerca di qualcuno da formare e far crescere all’interno dell’impresa, saperlo prima vi aiuterà al momento della presentazione. Potrete puntare sul fatto che siete delle persone ambiziose e che il vostro sogno è proprio quello di fare carriera nel settore.

Quelli appena fatti, sia chiaro, sono solo esempi. Fare proprio il ragionamento appena seguito, però, vi aiuterà a capire come impostare la vostra presentazione fin dall’inizio. Così sarà molto più semplice puntare sugli obiettivi comuni, le qualità che sono importanti per il ruolo per cui vi siete candidati e cercare di far emergere il meglio di voi fin dai primi minuti di conversazione con il selezionatore.

Colloquio di lavoro: gli errori da evitare durante la presentazione

Appresa la logica da seguire per una buona presentazione al primo colloquio di lavoro, adesso, potrebbe tornarvi utile sapere – anticipatamente – quali sono gli errori da evitare quando vi ritroverete a rispondere alla fatidica domanda “Mi parli di lei” durante un’intervista. Conoscere gli sbagli più comuni è anche un ottimo punto di partenza, perché potrebbe essere molto più semplice formulare un discorso sapendo prima quello che non bisogna dire o fare.

1. Evitate di essere prolissi

Prima di tutto, lo abbiamo detto già sopra, evitate di essere prolissi e ripetitivi. Meglio un discorso breve ma chiaro ed efficace che una presentazione troppo lunga e poco accattivante. Fin da subito, come spiegato, potrebbe fare la differenza organizzare la propria risposta in più sezioni, dedicando ad ognuna il proprio momento (riassumendo i passaggi più importanti) ed evitando di perdersi in chiacchiere inutili.

2. A proprio agio sì, ma non troppo

Il colloquio di lavoro non è una conversazione tra conoscenti al bar, per quanto voi vi sentiate a vostro agio in un determinato ambiente (o per quanto un recruiter possa dimostrarsi cordiale), ricordatevi che siete lì per motivi professionali. Apparire seri e posati, tuttavia, non vuol dire essere eccessivamente formali o rigidi, anzi. Mostrare padronanza con gli argomenti trattati e una certa scioltezza nel linguaggio, ovviamente, vi farà sicuramente fare una bella figura. Diciamo che il trucco è riuscire a trovare il giusto compromesso tra una sponsorizzazione eccessiva della propria persona ed un anonimo elenco puntato delle qualità già menzionate nel vostro cv personale.

3. La questione soldi

Parlare di soldi durante il primo colloquio di lavoro, e fin da subito, è una mossa molto rischiosa. Primo perché potreste dare una brutta impressione di voi (facendo credere che siete interessati più allo stipendio che al lavoro), secondo perché è molto facile non essere capiti quando si discute di denaro. Affrontare l’argomento subito e con uno sconosciuto (che potenzialmente ti sta scrutando) metterà a disagio voi e – probabilmente – anche la persona con cui vi state confrontando.

In linea di massima dovete sapere che, in questi casi, le aziende più serie (ed anche quelle più affidabili) mettono subito le cose in chiaro con i potenziali dipendenti. Se non esplicitano nell’annuncio il tipo di contratto e inquadramento offerto, infatti, lo fanno subito in sede di colloquio. È a questo punto che potrete concedervi qualche domanda in più sulla retribuzione, ma sempre con discrezione. Prima, come spiegato, potrebbe essere rischioso.

Se l’argomento non esce durante l’intervista, allora non preoccupatevi, potete cercare di ottenere qualche informazione in più prima di concludere l’incontro. Posto che durante la presentazione è sempre sconsigliato parlare di soldi, dello stipendio che vi verrà riconosciuto potrete chiedere dopo. Attenzione però alle domande dirette, meglio evitarle. Per non dare una cattiva impressione è consigliabile informarsi sul tipo di contratto o inquadramento che vi spetta, magari spostando il tutto sulle possibilità di carriera all’interno della azienda e cercando di estrarre più informazioni possibili dalle risposte che riceverete.

I consigli per fare una buona impressione durante un colloquio di lavoro

In generale, per fare una buona impressione durante un colloquio di lavoro, fin da quando vi verrà chiesto di parlare di voi e di presentarvi, è molto importante:

  1. dimostrarsi interessati al lavoro e alla mission dell’azienda, le domande vanno sempre bene se sono consone e, in più, vi faranno apparire come persone informate e non come degli sprovveduti che hanno mandato a caso il curriculum e sono stati chiamati;

  2. evitare i momenti di silenzio e i “Non lo so”, se non sapete cosa rispondere ad una precisa domanda piuttosto rifletteteci su, magari ad alta voce e insieme al selezionatore, in questo modo darete prova di essere delle persone pensanti e in grado di ragionare con la propria testa;

  3. fare leva su qualità e competenze ricercate dall’azienda.

Internet, in questo caso, sarà un vostro valido alleato. Oltre ad essere una fonte inesauribile di risorse e informazioni (sull’azienda, i recruiter etc.) può aiutarvi a farvi fare un’idea su quelli che sono i processi di selezione di personale (in generale ma anche all’interno di una determinata realtà aziendale), le domande più frequenti fatte in sede di colloquio o, semplicemente, l’outfit giusto da indossare al primo incontro con il vostro – forse futuro –datore di lavoro.

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