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Chi è il Temporary Export Manager e cosa fa

Pubblicato il 23 dicembre 2021 in Consigli posto di lavoro da Lorenzo Nincheri

Nel mondo del lavoro sono nate tante figure professionali un tempo del tutto sconosciute. Una di queste è quella del Temporary Export Manager con compiti ben precisi finalizzati a sostenere le aziende nel processo di internazionalizzazione. In un mondo sempre più globalizzato, operare solo ed esclusivamente nel mercato nazionale è un limite troppo grande, che le imprese non possono accettare se hanno ambizioni di crescita e di sviluppo. Ecco alcune interessanti informazioni su questa nuova figura professionale.  

Il mercato del lavoro in continua evoluzione 

Ci troviamo nell’epoca in cui i cambiamenti sono costanti, non solo nella vita personale ma anche in quella lavorativa e professionale. Con la rivoluzione tecnologica, l’avvento del digitale e di strumenti di elevata potenzialità, le modalità di lavoro sono cambiate nel corso del tempo. Non è tutto, perché un mercato sempre più globalizzato, che non conosce confini e limitazioni, ha permesso la nascita di nuove figure professionali, le stesse che fino a qualche tempo fa non si conoscevano ancora. Nuovi mestieri, professionisti, nuovi mercati economici, nuove strategie organizzative del lavoro, sono solo alcuni aspetti che caratterizzano l’odierno mondo professionale.  

Chi è e cosa fa il Temporary Export Manager? 

Tra le tante figure professionali che hanno fatto la loro comparsa nel mondo lavorativo, troviamo anche quella del Temporary Export Manager. Si tratta di un libero professionista specializzato nelle strategie d’internazionalizzazione delle aziende, che offre la sua esperienza e le sue conoscenze per garantire e consolidare la presenza di varie aziende italiane nel territorio estero. Come accennato in precedenza, oggi la presenza nel mercato internazionale è di vitale importanza per le imprese, per la loro crescita e per il loro sviluppo professionale. Così entra in gioco il Temporary Export Manager, un professionista con incarichi a termine, che vanno dai sei ai dodici mesi e in alcuni casi si protraggono fino a due o tre anni. In questo lasso di tempo, l’Export Manager sosterrà ed aiuterà le aziende a cercare nuovi mercati ed inserirsi in essi, offrendo all’impresa tutti gli strumenti e le nozioni necessarie per poter poi operare da sola ed in completa autonomia. Bisogna considerare che non sempre la volontà di espandersi nei mercati internazionali coincide con le reali possibilità di dar vita a tale crescita. Così, il Temporary Export Manager passa in rassegna e valuta tutte le variabili e le caratteristiche dell’azienda, comprendendo le reali possibilità di investimento ed inserimento nei mercati esteri.  

I requisiti necessari per diventare Temporary Export Manager 

Come per ogni professione, anche per diventare Temporary Export Manager è necessario possedere determinati requisiti. Tra questi ricordiamo:  

  • competenze nel settore del marketing internazionale; 
  • competenze nella comunicazione, vendita e competenze linguistiche
  • precedenti esperienze nel settore o in settori simili. 

Competenze nel marketing internazionale 

Uno dei requisiti fondamentali per tutti coloro che vogliono diventare Temporary Export Manager è la conoscenza nel marketing internazionale. Infatti, se il compito fondamentale di tale figura professionale è proprio quello di internazionalizzare l’azienda, di conseguenza essere esperti in questo campo è fondamentale, così come è necessario lo studio attento ed approfondito del mercato che l’azienda vuole conquistare. Bisogna comprendere gli aspetti sia generali che specifici di tale mercato, i punti di inserimento, le peculiarità, il tutto per studiare approcci sempre più efficienti e sicuri da mettere in campo. 

Le competenze comunicative, di vendita e competenze linguistiche 

Altro aspetto importante è la capacità del Temporary Export Manager di saper comunicare sia con l’azienda per cui opera, sia con l’estero ed i mercati a cui ci si rivolge. Ottime doti comunicative sono indispensabili per garantire il giusto flusso di informazioni tra azienda e mercato di riferimento. Attenzione, perché quando parliamo di doti comunicative, non ci riferiamo esclusivamente alla comunicazione verbale, ma ad una generale e corretta proprietà di linguaggio, così come l’insieme degli aspetti che consentono di poter entrare in sintonia con l’azienda ed i clienti stessi. Ed ancora, conoscere la lingua parlata sul posto e l’inglese è indispensabile per poter lavorare e raggiungere ottimi risultati professionali.  

Precedenti esperienze 

Avere alle spalle esperienze nel medesimo settore è un punto di vantaggio. Per realizzare delle ricerche di mercato e analisi in tempi brevi, c’è bisogno di una persona altamente qualificata, pronta ed allenata. Ovviamente chi ha già maturato delle esperienze professionali simili, avrà la capacità di sapersi muovere meglio e di arrivare prima a determinati risultati.  

Come diventare Temporary Export Manager ed i guadagni correlati 

Per diventare Temporary Export Manager è necessaria la laurea. Infatti stiamo parlando di un professionista specializzato in politiche internazionali ed economiche. I corsi di laurea che maggiormente si adattano a questa professione sono quelli in giurisprudenza ed economica con indirizzo internazionale. Dopo aver conseguito il diploma di laurea è preferibile anche un master, in grado di incrementare e rafforzare le conoscenze dei futuri professionisti nel settore. Anche gli stage sono molto importanti, perché consentono di fare esperienza sul campo, mettendo realmente in pratica tutto ciò che è stato studiato nel corso degli anni, entrando così nel pieno delle logiche aziendali e di mercato.  

Quanto si guadagna a fare questo lavoro? Generalmente i guadagni possono arrivare fino a 2 mila euro al mese. Tuttavia andare a quantificare in maniera esatta lo stipendio di un Temporary Export Manager è difficile perché dipende da tanti fattori. In primis dal tempo impiegato per completare il processo di internazionalizzazione dell’azienda, ma anche dai problemi incontrati, dalla professionalità, dagli anni di esperienza sul campo e tanto altro. Ad esempio un professionista con 4 o 5 anni si esperienza alle spalle può arrivare a percepire dai 40 mila ai 45 mila euro l’anno. Più sale l’esperienza e più lievitano gli importi. Si ratta comunque di una professione affascinante che nel corso degli anni diventerà sempre più autorevole e necessaria a tutte le aziende.



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