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Che lavoro facevano i leader mondiali prima di diventare famosi

Pubblicato il 23 marzo 2020 in Attualità da Lorenzo Nincheri

Per comprendere a fondo qualcuno, bisogna conoscerne le abitudini e lo stile di vita, vagliarne i sogni e le ambizioni. Ma non solo: per evitare di emettere giudizi sommari e superficiali, è consigliabile destinare la dovuta attenzione anche alle scelte che ha fatto in passato ed agli incontri ed alle circostanze che ne hanno modellato la personalità. Fermarsi alle apparenze non è mai un buon esercizio, meno che mai al lavoro dove occorre unire le forze per raggiungere risultati comuni. E dove conoscere la storia di chi ci siede accanto può aiutare concretamente a rispettarlo (come è doveroso fare), anche se ci appare distante e riservato. Ma quali sono le storie dei grandi leader mondiali? Dove hanno mosso i loro primi passi lavorativi e quali insegnamenti hanno ricavato dalle loro storie personali? Scopriamolo insieme leggendo l'articolo che abbiamo compilato rifacendoci alle informazioni riportate sul blog CashNetUsa.

Cosa facevano i leader mondiali prima di arrivare in cima

Stando ai dati raccolti dal sito americano - che ha consultato enciclopedie, riviste, emittenti televisive e biografie autorizzate - i grandi potenti del globo hanno alle loro spalle esperienze professionali di ogni tipo. Fatta eccezione per il 17% di loro (per il quale non è stato possibile reperire informazioni sufficientemente attendibili), la maggior parte dei leader mondiali vanta un trascorso lavorativo intenso, che ha insegnato tanto in termini di competenza ed empatia. Nel dettaglio:


• il 34% dei leader mondiali ha indossato una divisa militare;
• un altro 34% proviene dal mondo dell'istruzione;
• il 27% ha svolto mansioni governative e politiche;
• il 23% ha frequentato i palazzi della finanza e dell'economia;
• il 17% ha una formazione giuridica (link esterno https://news.biancolavoro.it/laurea-ingiurisprudenza-tra-sbocchi-professionali-e-difficolta/);
• il 9% proviene dal mondo della medicina;
• l'8% ha avuto a che fare con l'impresa e la manifattura;
• il 5% ha mosso i primi passi nella galassia dei media e delle comunicazioni;
• il 4% vanta una carriera sportiva;
• un altro 4% ha una laurea in ingegneria;
• un ultimo 4% ha lavorato nell'ambito delle arti


La ricognizione confezionata dal sito americano dimostra che, per arrivare in cima, non serve uno specifico titolo di studio né una precisa esperienza lavorativa, ma tanta applicazione, tenacia e competenza. Ma cerchiamo di scoprire qualcosa in più, passando in rassegna i casi più interessanti, continente per continente.

America del Nord

La storia professionale del presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, parte dall'azienda di famiglia gestita dal padre che operava nel settore dell'edilizia. Un'impresa che il futuro inquilino della Casa Bianca arriverà a dirigere nel giro di pochi anni, portandola a successi importanti. Prima di essere scelto come 45° presidente dagli americani, Donald Trump era conosciuto come l'agente immobiliare più famoso e facoltoso di tutti gli States, un "titolo" che racconta tanto di quella spiccata capacità di negoziazione che sembra, però, aver perso da quando fatica a trattare con gli altri leader mondiali (vedi la questione dei dazi e gli attriti con Vladimir Putin e il dittatore nordcoreano Kim Jong-un).

America del Sud

Il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, è stato per anni al volante degli autobus di Caracas, a stretto contatto con la gente che doveva fare i conti con il traffico, il caos, la stanchezza e la fatica di arrivare a fine giornata. La sua esperienza lavorativa gli ha insegnato a sviluppare un'attitudine all'ascolto che gli ha permesso di comprendere quali sono i reali bisogni delle persone che vivono nel suo Paese. Che, da più di un decennio, gli accordano la loro fiducia.

Europa

La storia lavorativa del presidente ucraino, Volodmyr Zelensky, comincia nei teatri e nei set cinematografici che ha frequentato per anni nelle vesti di regista, sceneggiatore e attore comico. Una carriera gratificante, che lo ha portato ad interpretare il ruolo di un onesto capo di Stato in una famosa sit come televisiva che ha, di fatto, prefigurato il successo politico centrato nella vita reale. Essere dotato di senso dell'umorismo lo avrà certamente aiutato a gestire, con più leggerezza, il peso delle responsabilità di cui si è fatto carico dal giorno dell'insediamento.

Africa

Forse non tutti sanno che, alla guida della Liberia, c'è un personaggio pubblico che ha incantato i tifosi di tutto il mondo. L'ex calciatore George Weah - che ha militato nel Paris-Saint Germain e nel Milan, collezionando trofei, scudetti e riconoscimenti di ogni tipo - ha deciso di occuparsi delle incombenze del suo Paese nel gennaio del 2018 quando ha convinto la maggior parte dei liberiani chiamati al voto, che hanno scommesso sul suo carisma, la sua dedizione e la sua storia personale fatta di sacrifici e abnegazione.

Asia

Il rubicondo presidente nord-coreano, Kim Jong-un, che non passa certo inosservato per le sue stravaganti uscite e le sue muscolari dichiarazioni, è un "figlio d'arte" ovvero il secondogenito dell'ex guida suprema della Repubblica Popolare Democratica di Corea. Già presidente del Partito del Lavoro e della commissione per gli Affari esteri nonché ex comandante dell'Armata del popolo coreano, il giovane dittatore asiatico che frequenta da sempre i palazzi della politica è il simbolo di un potere che si tramanda in famiglia compiacendosi e caricandosi di sicumera.

Oceania

Jacinda Ardern, primo ministro della Nuova Zelanda dal 2017, ha condotto battaglie all'interno del partito laburista (di cui è l'indiscussa leader) sin dagli anni del college, destinando un'attenzione particolare alle emergenze sociali e alle calamità pubbliche. La sua "gavetta" politica le ha permesso di sviluppare un'empatia importante nei confronti dei meno fortunati, rendendola una leader amata ed apprezzata per la sua carica umana e la sua strenua volontà.

Cosa facevano i leader di casa nostra

Ad accorciare le distanze tra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e l'attuale premier, Giuseppe Conte, è il comune trascorso lavorativo. Avvocati ed accademici entrambi, i due leader italiani hanno uno stile compassato che rimanda agli ambienti che hanno frequentato a lungo, fatto di codici e codicilli che hanno imparato ad analizzare con scrupolo assoluto. Quanto al precedente presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo una fugace esperienza come attore in gioventù, ha scelto di dedicarsi allo studio 
delle materie giuridiche che lo ha portato a conseguire la laurea in Giurisprudenza. Ma la sua vera passione è sempre stata la politica,che ha frequentato dagli anni della Resistenza accreditandosi come uno dei leader più navigati ed esperti del Bel Paese. Tutt'altra storia è quella che riguarda il suo predecessore al Quirinale, Carlo Azeglio Ciampi, che dopo la laurea in Lettere che gli ha permesso di insegnare nelle scuole pubbliche, ha scelto di iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza. Entrato in Banca d'Italia come semplice impiegato, vi rimane per più di quarant'anni arrivando ad occupare la poltrona più ambita: quella di Governatore. Il suo pragmatismo e la sua indiscussa capacità a "far di conto" gli hanno permesso di guidare il Paese quando rischiava di naufragare tra i marosi dell'inflazione e del debito pubblico.

Diamo valore ad ogni singola esperienza

Le storie dei leader mondiali passate in rassegna dimostrano che, con la giusta carica e la necessaria motivazione, chiunque può ambire a raggiungere le vette più alte. I lavori che svolgiamo non si limitano a cadenzare le nostre giornate, ma svelano le nostre inclinazioni dando corpo ai nostri progetti. Facciamo tesoro di ogni singola esperienza ed impariamo a tributare il giusto valore alle persone che incontriamo ed alle questioni che dobbiamo dirimere. Per essere un buon leader, non devi necessariamente frequentare un master né farti assumere da una potente multinazionale; credi in te stesso e cerca di migliorare ogni giorno il pezzetto di mondo in cui vivi. Il resto, se avrai coraggio ed intraprendenza a sufficienza, verrà da sé.



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