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Che cos'è l'Assessment e come affrontarlo

Pubblicato il 12 ottobre 2020 in Consigli posto di lavoro da Lorenzo Nincheri

L’assessment è un particolare tipo di valutazione delle risorse umane può essere effettuata dall’azienda sia in fase di reclutamento di nuovo personale, che di individuazione di un potenziale candidato per una promozione.
Si tratta sostanzialmente di un colloquio di gruppo che permette al recruiter di capire come il candidato si può comportare all’interno di un contesto di più persone. Ma anche al datore di lavoro di individuare quali siano i punti di forza o di debolezza del proprio team.
Questa strategia negli ultimi anni viene scelta sempre più spesso, soprattutto in quelle situazioni in cui è fondamentale il lavoro di squadra. Ma cerchiamo ora di scoprire di seguito come si svolge e come uscirne vincitori.

Come funziona un colloquio di gruppo?

Se sei stato selezionato per affrontare un colloquio di gruppo dovrai prevedere un appuntamento della durata di qualche ora, in cui ti confronterai con gli altri candidati.
Durante le prove, tuttavia, è possibile che ti propongano di svolgere dei test individuali per valutare le tue competenze. Non appena arrivato, ti verrà chiesto di presentarti agli altri. In alcuni casi, ti verrà chiesto di seguire delle tracce di autopresentazione. Durante questa fase, verrà analizzata la tua creatività e la capacità di iniziativa.
Subito dopo, si passerà alle prove di gruppo. Potrai confrontarti con il resto dei partecipanti su situazioni tipiche che possono presentarsi sia nel contesto aziendale, sia al di fuori della sfera lavorativa.

Come è organizzato un assessment?

Un appuntamento di assessment è strutturato in diverse fasi:

● presentazione dell’azienda;
● presentazione del recruiter;
● presentazione delle prove da svolgere durante la giornata;
● autopresentazione dei partecipanti;
● prove di gruppo;
● debriefing;
● colloquio individuale con ogni candidato

Quali prove si svolgono durante un colloquio di gruppo?

Durante i colloqui di gruppo vengono proposte diverse prove. Se sei un neofita e non sai
cosa ti può aspettare, ti segnaliamo di seguito alcuni test a cui i candidati vengono sottoposti in queste situazioni:

● autopresentazione: durante questo test ad ognuno viene data la possibilità di
presentarsi al resto del gruppo seguendo delle apposite tracce. L’obiettivo principale
è quello di rompere il ghiaccio tra i partecipanti e di creare un clima di ascolto;
● dinamiche di gruppo: si tratta di esercizi che prevedono la suddivisione dei
partecipanti in squadre. Ad ogni team viene dato un problema organizzativo da
risolvere che dovrà essere svolto entro un tempo limite. In alcuni casi viene prevista
anche l’assegnazione di ruoli specifici tra i candidati;
● role play: si tratta di una prova in cui viene simulata una determinata situazione (ad
esempio una telefonata con un cliente o la gestione di un problema vis a vis).
Durante questo test avrai il compito di riuscire a raggiungere il risultato richiesto dal
recruiter;
● in tray: consiste nella simulazione di una situazione aziendale problematica. Durante
questo esame, non vengono richieste particolari competenze, ma viene
principalmente valutato il tuo spirito manageriale e la capacità di problem solving. La
situazione viene spesso presentata con dati e situazioni veritiere;
● in basket: è una prova pressoché individuale. Durante questo test ti verrà chiesto di
sostituire un collega (nella maggior parte dei casi si tratta di un manager o di un
caporeparto) senza preavviso. Dovrai cimentarti, quindi, nella redazione di mail, nella
risposta a lettere e nella gestione di problemi organizzativi di diversa entità da
risolvere.

Cosa accade prima dell’assessment?

Un colloquio di gruppo viene preceduto, generalmente, da alcuni step preliminari. Per
intenderci, difficilmente ti capiterà di trovarti in una situazione in cui appena arrivato ti
mettono subito in mezzo alla mischia. Anzi.
Capita molto spesso, infatti, che l’azienda ti accolga facendoti prima compilare dei moduli o dei test a crocette che permettano di valutare al meglio le tue attitudini. Sia in termini di ragionamento logico e verbale, che di competenze richieste per coprire una determinata posizione in azienda. Ma anche per valutare la tua conoscenza dell’inglese. E, perché no, anche per capire quali sono le motivazioni che ti possono spingere a svolgere quel ruolo.

Quali trucchi per fare una buona impressione durante un colloquio di gruppo?

Un colloquio di gruppo deve essere affrontato come un colloquio tradizionale individuale. Ti consigliamo, quindi, di prepararti prima. Ricordati che in queste situazioni anche il più
piccolo dettaglio può fare la differenza. Eccoti di seguito alcuni trucchi da seguire per non
farsi cogliere impreparati.

L’outfit

E’ inutile che facciamo finta di nulla. Anche l’occhio vuole la sua parte. E’ così che, anche per i colloqui di gruppo, è necessario pensare ad un abbigliamento che riesca al tempo stesso a rispecchiare noi stessi, senza però risultare inadeguati.
Ovviamente, la scelta dei capi di abbigliamento da indossare può variare molto in base al tipo di posizione che vogliamo ricoprire. Per intenderci, se ti stai candidando come addetto al banco salumeria di un supermercato, non occorre presentarsi in giacca e cravatta. Potresti dare un’impressione sbagliata. D’altro canto, se il ruolo a cui aspiri è all’interno di un ufficio, magari come manager, è meglio puntare su un look più classico.
In linea di massima, tuttavia, ti consigliamo di far trasparire il più possibile un’immagine
curata di te. Il messaggio che ne uscirà, riguarderà una particolare cura e attenzione dei
dettagli. E se ce l’hai per il tuo aspetto fisico, perché non dovresti averla anche per il lavoro?

Sbircia nel sito aziendale

Il sito ufficiale dell’azienda che ti ha chiamato per un assessment può rivelarsi un’enorme
miniera di informazioni da studiare a proprio vantaggio. Dalle pagine internet, infatti, puoi
capire ad esempio qual è il concept e i valori che vengono perseguiti. Ma anche l’immagine con cui vuole apparire al resto del mondo. In pratica, se il leitmotiv è quello dell’amore per l’ambiente, sicuramente verrà apprezzato il fatto che arrivi al colloquio in bicicletta o usando i mezzi pubblici.

Analizza bene l’annuncio

Può accadere delle volte che, presi un po’ dall’ansia, si inizi ad inviare cv a destra e a
manca. Se sei stato chiamato per affrontare un assessment, ti consigliamo di rileggere
attentamente l’annuncio per cui ti sei candidato. In questo modo avrai la possibilità di
arrivare più preparato al colloquio individuale con il recruiter e fare domande pertinenti. Ma potrai anche studiare una buona risposta alla possibile domanda “Perché dovremmo
scegliere te?”.

Puntualità

Arrivare puntuali ad un colloquio significa iniziare con il piede giusto. Soprattutto se si tratta di un assessment e, oltre al recruiter, ci sono anche altre persone. Far aspettare un intero gruppo di lavoro perché non si è partiti 10 minuti prima la mattina, potrebbe risultare alquanto maleducato e controproducente. Nel caso in cui, però, ci siano situazioni di forza maggiore (ad esempio si fora la ruota della macchina o sei rimasto imbottigliato nel traffico causa incidente), ti consigliamo di chiamare immediatamente la persona di riferimento e avvisarla dell’imprevisto. In questo modo, potrà organizzarsi con i candidati presenti ed, eventualmente, farti partecipare all’assessement successivo.
Il tempo è un aspetto che viene valutato con estrema attenzione anche nel momento in cui prendono il via le prove individuali e di gruppo. Questi test, infatti, devono essere completati entro un tempo limite e, ultimare il proprio esercizio sempre in ritardo, non è sicuramente sinonimo di professionalità.

Sii partecipe e propositivo

Uno dei rischi a cui puoi incorrere durante un colloquio di gruppo è quello di non essere
visto. Se non prendi mai la parola, quindi, rischi che il recruiter non riesca a valutare
adeguatamente le tue capacità.
A tal proposito ti consigliamo di essere partecipe e propositivo durante le prove con gli altri candidati. Senza dimenticarti, però, di rimanere te stesso. Per intenderci, se sei un po’ timido o introverso, non occorre che ti trasformi nel giullare di corte. Anche perché, altrimenti, risulteresti falso. La cosa migliore, in questi casi, è quella di porsi in modo educato e di parlare con un tono di voce normale (urlare per sovrastare la propria voce su quella degli altri non è per niente produttivo).

Curriculum aggiornato

Porta con te il tuo curriculum aggiornato. Può capitare, infatti, che dall’invio del cv
all’organizzazione di un colloquio di gruppo tu abbia intrapreso altre esperienze lavorative o seguito corsi di formazione. Avere con sé una lista dove vengono riportate tutte le proprie competenze, anche quelle più recenti, ti porrà sicuramente in una situazione di vantaggio al momento del confronto individuale con il recruiter.



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