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5 trucchi che i reclutatori usano per trovarti

Pubblicato il 14 settembre 2020 in Consigli Curriculum e Colloquio da Lorenzo Nincheri

L’attività di recruiting ai giorni nostri è di importanza strategica per lo sviluppo di un’azienda. Grazie a dei professionisti specializzati in selezione del personale, infatti, il brand è in grado di acquisire nuove risorse e di potenziare la propria produttività. Ma come fare per entrare in contatto con queste figure? Se sei un talento e il tuo obiettivo è quello di entrare a fare parte del mondo del lavoro, la cosa migliore da fare è quella di cercare di essere quanto più attraente per i recruiter. Ma, soprattutto, di fare in modo che ti trovino più facilmente. Eccoti di seguito, quindi, i trucchi che utilizzano gli addetti alle risorse umane per scovare nuovi dipendenti.

Dal classico colloquio alle nuove tecniche di recruiting

Fino a qualche anno fa, il sistema utilizzato per trovare dei nuovi talenti da inserire in azienda era il classico colloquio. Quello che, per intenderci, si organizzava all’interno di un ufficio in cui il candidato si trovava a chiacchierare a tu per tu con il recruiter. Questo è molto utile per capire il carattere di chi ci si trova di fronte. Tuttavia, non permette di verificare quelle che sono le effettive conoscenze di chi si sta proponendo per una determinata posizione. E nemmeno di intuire le potenzialità di quella persona. E’ proprio per questi motivi che negli ultimi tempi alcune aziende hanno iniziato ad adottare nuove tecniche di recruiting, che vanno a sostituire in toto o ad affiancarsi al sistema tradizionale. Ne sono un esempio i colloqui di gruppo, i giochi di ruolo o i contest. Nonostante l’introduzione di nuove strategie di selezione del personale, tuttavia, non dobbiamo dimenticare che, prima di prepararci per affrontare un colloquio (di qualsiasi tipo esso sia) dobbiamo rientrare nella cerchia di talenti che le risorse umane vogliono contattare.

L’importanza del cv

Il curriculum vitae rappresenta ad oggi lo strumento più efficace e immediato per proporsi per un impiego. Se sei interessato a far parte di un gruppo di lavoro in particolare, non dovrai fare altro che inviare il tuo cv all’ufficio delle risorse umane e attendere che siano loro a contattarti. Prima di procedere con l’invio, tuttavia, ti consigliamo di controllare in modo scrupoloso e dettagliato ciò che hai scritto. E come lo hai scritto. Non dimenticare, infatti, che oltre a te, ci sarà stato sicuramente qualcun altro che avrà inviato il proprio cv al recruiter. Il tuo obiettivo, quindi, deve essere quello di creare un documento che sia in grado di dare un’ottima prima impressione a chi lo legge. Quelli che andremo a scoprire di seguito, quindi, sono i 5 trucchi che usa un recruiter per selezionare (oppure no) un candidato tramite l’analisi del curriculum inviato. Secondo una recente indagine, è emerso che un addetto alle risorse umane impiega circa 10 secondi a valutare positivamente un cv. Lo stesso tempo è necessario per cestinarlo . E’ per questo che risulta importantissimo curare ogni minimo dettaglio.

Evita gli errori grammaticali

Puoi essere la migliore risorsa per un’azienda, con la formazione adeguata e le esperienze richieste. Ma se ti presenti con un cv pieno di errori grammaticali o di ortografia, sarai probabilmente tra i primi ad essere scartato. Un recruiter riceve decine di candidature ogni giorno. E’ normale, quindi, che leggerà con maggiore interesse quelle che sono scritte bene.
O che, quantomeno, non contengano errori di italiano.
Partiamo dal presupposto che in una candidatura non hai l’obbligo di scrivere lunghi poemi. Un paio di righe in cui ti presenti o racconti le mansioni che hai svolto in precedenza sono più che sufficienti. Se hai il dubbio su qualche forma verbale o ortografica, magari chiedi aiuto ad un amico o ad un parente.

Scrivi in modo dettagliato le tue esperienze lavorative

Selezionare una risorsa che abbia svolto precedentemente lo stesso ruolo presso un’altra
azienda è sicuramente un vantaggio. Ma anche avere a che fare con qualcuno che ha avuto delle esperienze lavorative anche in altri ambiti può aiutare lo sviluppo e la produttività di un’impresa.
Il nostro consiglio è quello di scrivere in modo dettagliato le tue precedenti esperienze
lavorative. Per intenderci, se hai fatto la commessa, puoi segnalare come mansioni anche l’assistente alla vendita e la gestione della cassa. O anche l’allestimento di negozio e vetrine o l’organizzazione dei turni di lavoro del team. Indicando ciò di cui effettivamente ti sei occupato, anche il recruiter saprà collocarti nella posizione aziendale che meglio ti si addice.

Disoccupazione

Trascorrere dei periodi di inoccupazione può capitare a chiunque. Sia nel caso in cui ti sia stata imposta (come, ad esempio, quando un contratto di lavoro non viene rinnovato), sia nel caso in cui tu l’abbia voluta (se hai preferito prenderti del tempo in seguito a problemi di salute o familiari). La cosa importante, tuttavia, è specificare cosa avete fatto in quel periodo.
Un recruiter, infatti, valuta positivamente quando un candidato dimostra di non essere stato con le mani in mano durante la disoccupazione. Va benissimo, ad esempio, la  partecipazione a webinar o la frequentazione di corsi formativi. Nel caso, invece, che il vostro allontanamento dal mondo del lavoro sia dipeso da questioni personali, vi consigliamo di anticiparlo nella lettera di presentazione.

Veridicità dei dati

E’ ormai considerata una diffusa abitudine quella di inserire nel proprio cv delle competenze che non si hanno. O, nel peggiore dei casi, riportare delle esperienze che non sono mai state fatte. L’idea generalizzata è quella di pensare che i datori di lavoro non controllino. Eppure, non hai idea dei rischi che possono derivare da questo  comportamento. Nel caso in cui tu ti sia candidato per una specifica posizione e abbia dichiarato di averla già svolta, devi essere sincero. Perché, se effettivamente il tuo datore di lavoro non verifica i dati e ti assume, scoprirà subito che gli avete mentito. E perderai immediatamente di fiducia e credibilità. Il rischio, neanche a dirlo, è quello di essere lasciato a casa poco dopo aver firmato il contratto. Se, poi, la selezione è avvenuta con l’intervento di un’agenzia di lavoro interinale, è possibile pure che tu venga bannato dai loro archivi. Ricordati che in questi casi è molto più apprezzato ammettere di non saper fare un mestiere ma avere la voglia di impararlo. Quanto meno la persona che hai di fronte riconosce la tua buona volontà. E, oltre tutto, guadagni un sacco di punti in quanto a stima.

Creatività

Questo è un discorso valido principalmente per chi si candida per un lavoro creativo. Se la tua idea è quella di entrare a far parte di un team di grafici, ad esempio, può essere una buona idea quella di presentare il proprio cv in modo originale. Magari impostandolo con uno stile che ti rappresenta. E, magari, aggiungendo anche una breve sezione di  portfolio in cui mostri i tuoi precedenti lavori fatti.
Non dimenticare che, per quel che riguarda il settore della creatività, funziona un po’ all'inverso rispetto agli altri mestieri. Nel primo caso, infatti, un cv tradizionale può  essere considerato come impersonale e, quindi, cestinato perché ritenuto anonimo.



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